10 Luglio 2008 alle 15:19

Chiostro di Santa Maria di Chiaravalle della Colomba

di Falcocieco (Alseno, Emilia-Romagna. Fuori Concorso. Categoria A)

Alseno - Chiostro di Santa Maria di Chiaravalle della Colomba


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L’abbazia è stata fondata da San Bernardo di Chiaravalle stesso attorno al 1135. Il complesso nacque quando Bernardo accolse le suppliche del vescovo Arduino di Piacenza e del suo popolo: era tipico dei monasteri cistercensi, infatti, insediarsi in zone disagiate, lavorando attivamente per coltivarle e bonificarle e incanalando lo sforzo di ascesi spirituale attraverso il duro lavoro. Celebre é, in tal senso, la formula Ora et labora.

Il primo documento che ne riporta l’esistenza ufficiale é, nel 1136, una institutionis paginam del Vescovo Arduino stesso. Con essa il prelato concede al monastero i primi beni terrieri, cui altri seguiranno dai marchesi Pallavicino e Cavalcabò. Tuttavia l’inizio dei lavori del corpo della Basilica è successivo al 1145 e si protrae per i duecento anni successivi.

Il primo privilegio papale giunge il 7 febbraio 1137 ad opera di Papa Innocenzo II. Il monastero verrà poi accolto sotto la protezione della Sede Apostolica ad opera di Papa Lucio II, con il Laterano del 12 luglio 1144.

Già in questo antico documento si fa riferimento all’appellativo della colomba. La leggenda vuole che una colomba candida avesse volteggiato dinanzi agli occhi dei monaci, delineando con pagliuzze il perimetro del complesso. Tuttavia è assai più probabile che che l’intitolazione a Santa Maria della Colomba faccia riferimento alla discesa dello Spirito Santo nel grembo di Maria durante l’Annunciazione.

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11 commenti a “Chiostro di Santa Maria di Chiaravalle della Colomba”

  1. Massimo Di Bello (Redazione) scrive:

    chiostro interno
    va fuori concorso

  2. Falcocieco scrive:

    Un chiostro è, per definizione, uno spazio esterno.

    Non capisco perchè voi, contrariamente a quanto dicono tutti i dizionari italiani, insistete a dire che è un interno.

  3. Massimo Di Bello (Redazione) scrive:

    E’ vero che il chiostro è all’aperto, ma è uno spazio interno all’edificio

    Chiostro= cortile circondato da porticati posto all’interno di conventi, abbazie e sim. (Fonte De Mauro)

  4. Falcocieco scrive:

    “il chiostro è all’aperto, ma è uno spazio interno all’edificio”

    Questa è una contraddizione in termini. Delle due, l’una: o è “all’aperto”, quindi all’esterno, oppure è “al chiuso”, quindi “all’interno”.
    Un chiostro, essendo per definizione all’aperto, quindi spazio scoperto, non può essere all’interno, perchè dovrebbe essere coperto e non si è mai visto un cortile coperto, altrimenti sarebbe una serra, o qualcosa di simile, e non un chiostro.

    “…posto all’interno di conventi, abbazie e sim.”

    Questo è ovvio, il De Mauro ha ragione, ma questo non vuol dire che è un interno, ma semplicemente che è “all’interno della proprietà” del convento, esattamente come una chiesa, altrimenti nè chiostro nè chiesa apparterrebbero a qualcuno.

    Se così non fosse, anche il giardino di casa mia dovrebbe essere definito un interno, ma non mi pare che questo abbia molto senso. O sbaglio ?

  5. Massimo Di Bello (Redazione) scrive:

    posso capire che il laconico “Edifici Religiosi (chiese, conventi, ecc.). Solo esterni”
    possa creare confusione,
    ma “esterno” non equivale a “all’aperto”, va inteso come “al di fuori dell’edificio”, è il chiostro NON è al di fuori dell’edificio

    cmq la regola vale per tutti, non è che a te non facciamo mettere i chiostri ed ad altri sì
    e considerando che in Italia di chiese e di fontane da fotografare non mancano di certo
    il fatto che il tema sia leggermente più ristretto di quanto uno poteva interpretare, non vedo come posso rappresentare un problema

    Visto che può creare confusione a settembre possiamo senz’altro aggiungere nel testo esplicitamente “esclusi chiostri” in modo da non dare ad adito di diversa interpretazione

  6. Falcocieco scrive:

    > ma “esterno” non equivale a “all’aperto”, va inteso come “al di fuori dell’edificio”, è il chiostro NON è al di fuori dell’edificio

    Se gli autori del De Mauro leggessero questa affermazione, credo che avrebbero dei sussulti.
    Se il chiostro fosse all’interno dell’edificio, vorrebbe dire che ha una qualche copertura, tipo tetto o altro…
    Un chiostro è un esterno tanto quanto un giardino. Entrambi sono dentro la proprietà ed entrambi sono senza una copertura, quindi entrambi sono esterni.

    > Visto che può creare confusione a settembre possiamo senz’altro aggiungere nel testo esplicitamente “esclusi chiostri” in modo da non dare ad adito di diversa interpretazione

    …della serie cambiamo le regole durante la gara…. :-(

  7. Massimo Di Bello (Redazione) scrive:

    evitando di dilungarmi in una discussione
    su possibile confusione tra “un interno” (sostantivo) e “all’interno” (locuzione avverbiale)

    tu dici
    >ma semplicemente che è “all’interno della proprietà” del convento
    appunto per noi questo è sufficiente per considerarla fuori concorso

    >…della serie cambiamo le regole durante la gara…
    eventualmente sarebbe solo una precisazione, dall’inizio non abbiamo mai considerato in concorso le foto fatte da un chiostro

  8. Falcocieco scrive:

    > >ma semplicemente che è “all’interno della proprietà” del convento
    > appunto per noi questo è sufficiente per considerarla fuori concorso

    …ma con questo criterio TUTTO è “all’interno” di una proprietà, anche un bel giardino prima dell’ingresso ad un convento, anche il sagrato da cui fotogafo una chiesa, anche un prato in aperta campagna o qualsiasi altra cosa.

    Secondo questo concetto di “interno”, GLI ESTERNI NON ESISTONO, perchè tutto è di qualcuno, nel senso che tutto appartiene ad una qualche proprietà, quindi solo le RES NULLIUS sarebbero esterni. E questo sarebbe un concetto piuttosto diverso da quello definito nei dizionari.

  9. Falcocieco scrive:

    > dall’inizio non abbiamo mai considerato in concorso le foto fatte da un chiostro

    E questo dove è scritto nel regolamento ?

  10. Massimo Di Bello (Redazione) scrive:

    riguardo al tema edifici religiosi è indicato “Solo Esterni”
    mentre in generale è indicato “Foto a colori realizzate in un luogo pubblico”
    questo per quanto ci riguarda, implica che una foto fatta dal chiostro come questa non può partecipare

    se non ci sono nuovi elementi, è inutile continuare a discuterne
    ne abbiamo già parlato tempo fa in redazione e abbiamo deciso così

  11. Falcocieco scrive:

    > riguardo al tema edifici religiosi è indicato “Solo Esterni”

    Su questo non c’è niente da dire: un chiostro E’ un esterno a tutti gli effetti e secondo tutti i dizionari.

    > mentre in generale è indicato “Foto a colori realizzate in un luogo pubblico”

    Allora, se questa abbazia è del demanio dello stato, allora questo è un luogo pubblico e quindi il chiostro è in concorso. Giusto ?

    Mi informerò e poi vi saprò dire.

    Se non è del demanio, allora avete ragione voi (ed io mi fermerò), ma questo NON centra niente con la questione interno/esterno che finora era l’unica motivazione da voi addotta per l’esclusione.

    Voglio farvi notare, infine, che tutta questa discussione è scaturita dal fatto che il regolamento NON è per niente chiaro ed è MOLTO interpretabile e quindi le vostre decisioni diventano molto discutibili. Almeno tenetene conto per un prossimo concorso. La regola dovrebbe essere che tutto ciò che non è esplicitamente escluso è consentito.

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