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Sulla sinistra della via Portuense, venendo da Roma, in località Porto, si incontra l’Episcopio, più noto come Castello di Porto. Si tratta di un vero e proprio borgo, di origine medievale, con una cinta muraria ancora integra ed il portale medievale di accesso su cui sono apposte le insegne di Sisto IV che, nel 1483, ne fece restaurare il recinto merlato.
Il borgo fu edificato per ospitare la sede vescovile della diocesi di Porto e Santa Rufina, precedentemente ubicata presso la basilica di Sant’ Ippolito.
Nel medioevo il castello, oltre al suo ruolo ecclesiastico, rappresentò l’unico baluardo di difesa per i pochi abitanti del luogo, dopo che la città di Porto era stata definitivamente abbandonata. Scarse sono le testimonianze legate alla vita del borgo e comunque tutte relative all’attività di difesa che esso svolse durante le numerose incursione da parte dei pirati e di barbari: papa Benedetto III, con la Bolla Quoties Illa del 1018, stabilisce che il Castello di Porto divenga anche presidio militare.
L’edificio fu fortificato ad opera di papa Callisto Il nel 1200 e di papa Sisto IV nel 1500.
L’aspetto attuale, che presenta numerose interpolazioni strutturali, è per lo più da attribuirsi all’opera nel di restauro voluta dal cardinale Fulvio Corneo a partire dal 1538, come si legge su un’iscrizione situata nel cortile interno.
Altre notizie si riferisco solo all’attività ecclesiale: trasferimenti di reliquie, dediche di luoghi di culto, viaggi di papi, privilegi concessi dalla chiesa a privati.
All’interno del castello, nel suggestivo cortile, è ubicata la graziosa chiesa dedicata ai Santi Ippolito e Lucia nella quale, sotto l’altare, dal 1988 sono conservate le reliquie di Sant’Ippolito.
Dal 1932 è sede parrocchiale, e dal 1933 ospita la Congregazione dei Figli di Maria.
Fonte: http://host.uniroma3.it/docenti/marino/Lab1C(0809)/Imm_fiumicino/fiumicino_story.htm
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