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L’Abbazia fu fondata nel 722 ad opera del Re Longobarto Ariperto II.
Subì una prima distruzione durante l’invasione saracena della pianura cuneese, come tutti gli edifici abbaziali della zona.
Dopo la distruzione dei Saraceni, la ricostruzione del monastero, della chiesa e del villaggio fu opera dell’abate Dragone Costantia di Costigliole fra il 1316 e il 1341;
Nel 1722 l’architetto Francesco Gallo di Mondovì fu incaricato del rifacimento della chiesa e ciò comportò l’inserimento della nuova struttura barocca ella navata centrale. Il Gallo però, con il suo intervento innovatore, aveva risparmiato le absidi che furono oggetto di restauro solo nel 1859 quando venne edificata la Confraternita con due muri semicircolari simmetrici, opposti alle absidi delle navate sinistra e centrale, di cui resta oggi quasi intatta la struttura esterna (portale neoclassico) ed interna. Nel 1978-79, durante i restauri della cappella Costanzia furono riportati alla luce gli affreschi delle storie di San Giorgio.
Esternamente la chiesa presenta chiaramente visibili le sue origini e la sua evoluzione. L’abside e il campanile sono di chiara origine romanica, mentre si può notare l’intervento ottocentesco della facciata della Confraternita con timpano triangolare addossato al campanile sul lato settentrionale. Il corpo di fabbrica principale è di epoca barocca, mentre la facciata della stessa epoca ha subito rimaneggiamenti ottocenteschi nelle decorazioni.
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