10 Febbraio 2009 alle 15:19

Vallinfreda - San Michele Arcangelo

di syder (Vallinfreda, Lazio. Edifici Religiosi. Categoria A)

Vallinfreda - Vallinfreda - San Michele Arcangelo


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Ormai ai confini con l’Abruzzo, Vallinfreda sorge sul monte della Croce. Del paese, che conserva alcuni interessanti monumenti come la chiesa di San Michele Arcangelo e l’Oratorio del Santissimo Crocifisso, entrambi affrescati, nonché l’elegante palazzo della famiglia Bencivenga, si sa ben poco circa la sua origine. Del resto, è oltremodo difficile tentare di ripercorrere in toto le sue vicende a causa della scarsa documentazione, tanto letteraria che archeologica. Nel corso dei secoli il paese subì infatti numerose invasioni e scorrerie – tra cui particolarmente violenta fu quella dei Saraceni nell’ 880 circa – che, distruggendo e saccheggiando quanto incontravano, hanno contribuito alla scomparsa del patrimonio più antico. Sicuramente, Vallinfreda – incidentalmente menzionata nelle fonti antiche anche come Vallae Frigidae o Vallis Frigida oppure Valle Fredda – era un nucleo già ben sviluppato ai tempi di S. Benedetto (480 – 546) che la ricevette in dono, come attestano numerosi scrittori, da parte di alcuni nobili marsicani di Forme la cui signoria si estendeva all’epoca fino al territorio di Vicovaro. Sulla base di ciò, si ritiene comunemente che l’origine del paese – che altri vogliono addirittura posteriore alla definitiva distruzione della non lontana Carsoli ad opera di Federico II, altri ancora della distruzione del paese di Portica nel 1528 – si possa far risalire a il 300 d.C. circa per opera dei Marsi che approfittarono della sua posizione d’altura, dominante la pianura carseolana, come punto di vedetta. Secondo alcuni studiosi di storia locale, una serie di reperti archeologici, mai accuratamente indagati, potrebbero avvalorare l’ipotesi di una formazione precoce di Vallinfreda, addirittura tra il secondo e terzo secolo, come sostiene il Di Crescenzo che, nel 1962 ha dedicato al suo paese natale un interessante compendio storico. A parere di quest’ultimo, che ipotizza una formazione di origine equa di Vallinfreda, in località La Caduta sarebbe possibile rintracciare alcuni frammenti di un tempio pagano, probabilmente dedicato a Giano, al quale accennano anche il vallinfredano Angelo Alessandri (1721) e il Pieralice (1887). A memoria dello studioso, nel luogo si trovavano infatti alcuni reperti di colonne antiche che, affioranti dal terreno formavano, secondo l’immagine usata dal Di crescenzo, “le aste di una A maiuscola”. Al di sotto di questi, una lastra marmorea con bordo merlettato, poteva quasi richiamare la forma di un altare. Se l’ipotesi proposta dallo studioso locale è certo interessante, questa si ammanta per noi curiosi di ulteriore fascino. Quel sito che, come prosegue la narrazione, era chiamato da tutti i ragazzi del luogo “la salvietta”, assumeva infatti per l’immaginario collettivo della popolazione di Vallinfreda, le sembianze di una casa abitata da una strega che, di notte, rivelava la cattiva sorte di quanti passassero accanto!

info tratte da http://www.vallinfreda.com/node/55

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