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Il periodo antecedente la colonizzazione greca di Leontinoi è avvolto nel mito. Delle civiltà preelleniche rimangono i ritrovamenti nelle zone archeologiche, in particolare grotte murate e capanne del tipo italico.
Secondo la leggenda i primi abitatori dei campi di lentini furono i Lestrigoni, popolazioni vicine ai Ciclopi. Omero descrive i Lestrigoni come popolazioni evolute, dedite alla pastorizia e organizzate sotto un governo federato, rinnegando la rappresentazione di essi come giganti incivili e persino antropofagi. Considerandoli pacifici, ma molto patriottici, giustifica la strage dei seguaci di Ulisse, descritta nell’Odissea. In epoche successive i Lestrigoni, avanzando nella civiltà, si chiamarono Sicani, da Sicano, il loro eroe più illustre e coraggioso. Essi, oltre alla pastorizia, si dedicarono all’agricoltura, in particolare alla coltura delle biade.
Nel mito abbiamo anche Ercole, capo dei Fenici, che, dopo aver ucciso Erice e fondato Mozia, si spostò ad est della Trinacria, richiamato dal mito di Cerere, alla quale sacrificò un toro nei pressi della fonte del Ciane. I Sicani, temendo l’invasione fenicia, organizzarono un esercito guidato da sei condottieri che però furono sconfitti. Ercole allora, giunto ai campi leontini, fu accolto da un tripudio e, riconoscente, lasciò segni eterni del suo passaggio, facendo edificare maestosi monumenti. Pare che il mito di Ercole sia stato nei campi leontini celebrato per secoli e addirittura si fa originare il nome Leonzio dal leone ucciso dall’eroe fenicio.
Leonzio, beneficiata dal simbolico Ercole e tanto ammirata dai Fenici, divenne sempre più popolata, acquistando grande rinomanza per la laboriosità e la civiltà. Ma dopo l’eruzione dell’Etna che devastò l’intera area, i Sicani, impauriti, si ritirarono a occidente dell’isola e l’area venne ripopolata dai Siculi, guidati dal re Sicolo, dal quale prese nome l’intera isola.
Ben presto i Sicoli entrarono in guerra con i Sicani. Le ostilità cessarono con un trattato di pace che fissava i confini tra i rispettivi territori ma i contrasti ripresero quasi subito. L’essere sempre in guerra sfavoriva lo sviluppo economico e civile di entrambe le popolazioni quindi fu affidato il governo della città a Xuto, figlio di Euo, un uomo ritenuto uomo giusto e sapiente. Egli si rivelò all’altezza del compito e la regione, che va dal Simeto fino a Leonzio, fu chiamata per questo Xutia.
(Cit. www.siracusa-sicilia.com)
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