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La prima citazione storica riguardante il Castello di Santa Severa risale al 1068, anno in cui il normanno Gerardo Conte di Galeria lo donò ai monaci dell’Abbazia di Farfa.
In seguito il castello appartenne ai Monaci di San Paolo e ad alcune famiglie nobili romane tra le quali i Tiniosi e i Bonaventura-Venturini.
Nel 1482 il Papa Sisto IV concesse la Rocca al Pio Istituto del Santo Spirito, il quale ne fece, a sua volta, per cinque secoli, (1482-1980), il cuore di un’azienda agricola estremamente vasta, visitata da diversi Papi del Rinascimento e dei secoli successivi.
Oggi Il Castello di Santa Severa, recuperato all’uso pubblico in occasione del Giubileo del 2000, è oggetto di importanti interventi di restauro finanziati dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Roma e dal Comune di Santa Marinella in collaborazione con le Soprintendenze competenti.
Attualmente ha qui la sede il Museo del mare e della navigazione antica da non perdere se si ama l’archeologia subacquea.
Qui è anche possibile prenotare visita guidata agli scavi al porto sommerso di Pyrgi, uno degli scali marittimi dell’antica Caere (attuale Cerveteri), e all’Antiquarium.
Il museo (chiuso il lunedì) è fornito di laboratori didattici, di una videtoteca e di una biblioteca di circa 400 volumi, con testi riguardanti la storia, la topografia e l’archeologia del territorio cerite - tolfetano - braccianese, l’archeologia subacquea e navale.
Hanno qui sede il Gruppo Archeologico del Territorio Cerite e i servizi didattici e culturali promossi dalla Società Archeodromo che promuovono archeotrekking tra le bellezze dell’antica Pyrgi, lungo la spiaggia delle ‘sabbie nere’, fino alla riserva di Macchiatonda tra boschetti di olmo e alloro con capanni di avvistamento lungo gli stagni costieri.
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