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La Rocca, la cui struttura difensiva risale ai tempi romani e longobardi, non conserva segni veri e propri di tale epoca, le sue mura risalgono ai secoli XII e XIII.
Nel corso delle contese tra i Torriani e i Visconti, subì diversi interventi e modifiche.
Nel 1277, dopo la vittoria di Desio, ritornò all’arcivescovo di Milano, quindi ai Visconti, passò poi nel 1449 ai Borromeo che ancora la conservano.
Dalla sommità della torre si gode un panorama di rara suggestione.
La “sala di giustizia” riveste un ruolo molto rilevante nell’ambito della pittura italiana del primo trecento.
Illustra le fortunate imprese dell’arcivescovo Ottone Visconti ed è databile a partire dal 1314 segnando il passaggio dalle forme tardo bizantine al gotico.
Dal 1988 la Rocca ospita un museo unico nel suo genere, primo in Italia e tra i più storici d’Europa, che raccoglie in tredici sale la storia di due secoli di un gioco senza tempo: la bambola. Costituito da un primo nucleo di bambole della collezione Borromea, si è ingrandito negli anni fino a raccogliere bambole di paesi extra-europei e bambole in celluloide. Allestito con criterio storico-didattico, illustra la trasformazione dell’antico giocattolo dal 1700 ad oggi, raccogliendo anche accessori e vestine, mobili in miniatura e altro materiale iconografico. Dalla cartapesta alla porcellana, dal legno al vetro, sfilano davanti agli occhi dei visitatori di ogni età questi preziosi personaggi della vita di ognuno. Accanto al museo della Bambola c’è il museo dell’abbigliamento infantile, una collezione con pezzi per lo più del secolo scorso sempre di casa Borromeo.
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