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Foto Angera:
2012, 2009, 2008
Rocca di Angera
Municipio
dalla Rocca

Angera è situato in Lombardia, in Provincia di Varese. Il 15 agosto si festeggia il Patrono, Maria SS. Assunta. Tra gli edifici religiosi: Chiesa di Sant'Alessandro; Chiesa prepositurale di Santa Maria Assunta; Chiesa dei SS. Cosma e Damiano. Da Vedere: Rocca Borromeo, situata sopra uno sperone di roccia calcarea.

Confina con i comuni di: Arona, Dormelletto, Meina, Taino, Sesto Calende, Ispra, Ranco e Cadrezzate.


Indice

Da Vedere

Rocca di Angera

Edifici Religiosi

  • Santuario della Madonna della Riva
  • Parrocchia Santa Maria Assunta, piazza Parrocchiale

Dove Mangiare

Rocca Borromeo
  • Ristorante La Veranda, Via C. Alberto, 53
  • Ristorante Nettare, Via Greppi, 41
  • Ristorante Pizzeria Il Pirata, Via Montenero, 68
  • Ristorante Pizzeria Le Paludi, Via Campo Dei Fiori, 2
  • Ristorante Pizzeria Mignon, Piazza Garibaldi, 22
  • Ristorante Vecchia Angera, Via Borromeo, 10

Musei

  • Museo Archeologico

Biblioteche

  • Biblioteca Comunale, Via G. Marconi, 2

Lapidi Commemorative


Volontariato, Onlus e Associazioni

  • Ass.Amici Dell'Asilo Vedani, Via Aldo Moro
  • Corpo Volontari Ambulanza, Via Bordini, 9
  • H.O.P.E. Help Other People Everywhere Onlus, Via C Solari, 2

Riferimenti

  • IAT - Ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica, Piazza Garibaldi, 19. Telefono/Fax 0331-960256

Bibliografia

  • La rocca di Angera, L. Zipoli (1975)
  • Le isole Borromee e la rocca di Angera. Guida storico-artistica, Ed. Silvana (2000)

Memorie Storiche

Il libro Antiquario della Diocesi di Milano (1828) così riporta:

ANGERA. Paese antichissimo, che alcuni stranamente credono così nominato da certo Anglo Trojano. Altri lo credono denominato dal sito stesso abbondante di ghiaja.

Fu detto anche Stazzona, o dalla curia qui stabilita per governare quella regione, o dalle stazioni de' soldati contro le incursioni degli oltramontani, o dal fioritissimo commercio, per cui le merci si riponevano scaricate in grandi stanze, come opinò il Bescapè.

Il padre Ferrari ci ha lasciata su di Angera quest'iscrizione:

PRIORI . AEVO
LICINII . FORVM
MEDIO . STATIONEM
POSTREMO . ANGLERIAM
VOCANT

Angera in origine fu fabbricata nella pianura alquanto discosta dal lago. Un'infinità di monumenti qui trovati ne dimostrano l'antichità. Avvi tradizione che qua venissero i due santi Giulio e Giuliano per isradicare l'idolatria. La rovina d'Angera si attribuisce ad Ataulfo re de' Goti, il quale da qui passò con un esercito sfrenato che tutto desolava. Ma i Longobardi, fattisi padroni dell'Insubria, la rifabbricarono erigendo un castello assai forte sul vicino colle.

Celebri sono nelle nostre cronache i conti d'Angera, che ebbero origine, secondo alcuni, dai re Longobardi, benché tale opinione sia rigettata da chiarissimi autori. La contea d'Angera, una volta estesissima sino al Monte di s. Goliardo, fu da Ottone I data in feudo ai nostri arcivescovi, e Arnolfo II per ritenerla operò molto contro Arduino re d'Italia. Il possesso di questa contea molto costò ad Ottone Visconti, eletto arcivescovo da Urbano IV. Il partito Torriano si oppose al nuovo arcivescovo, il quale spalleggiato dai nobili sotto la condotta di Langosco, signore di Pavia, s'impadronì di Angera. Cassone Torriano colle sue truppe attaccò battaglia alla Guassera, piccol fiume che scorre dal vicino lago di Cadregiate, vinse Langosco e saccheggiò Angera in guisa che più non potè rimettersi nel primiero suo splendore. Trentaquattro nobili, fra' quali Teobaldo Visconti, nipote di Ottone, tratti prigionieri a Gallarate, perdettero il capo per comando di Cassone, come abbiamo veduto parlando di Gallarate. Il Langosco poi fu sul campo trucidato da Napo Torriano. Rinforzato dopo qualche tempo Ottone s'impadronì di nuovo d'Angera e vi rifabbricò la rocca, nella quale fece poi dipingere la totale sconfitta dei Torriani a Desio. Rimane ancora una parte di quelle pitture non prive di qualche merito.

Il possesso d'Angera durò nei successori d'Ottone, cioè Ruffino, Frixetto e Francesco I Fontana. Quest'ultimo vedendo nuovi tumulti fra i cittadini, si ritirò in Angera, vi regolò la sua chiesa, e morì nel 1308; il di lui cadavere fu trasferito a Milano. Cassone Torriano a lui successo, fu spogliato della signoria d'Angera dal Magno Matteo, rettore della comunità di Milano nel 1314. Nel 1342, sottentrato nel governo temporale e spirituale Giovanni II Visconti arcivescovo, pose in Angera due prefetti, l'uno laico, l'altro ecclesiastico, per dirigere queste genti subalpine fino al Monte di s. Gottardo. Venceslao imperatore dopo avere incoronato con solenne pompa primo duca di Milano nel 1395 Giangaleazzo Visconti, lo nominò conte di Pavia e d'Angera nel 1397. Tale titolo fu sempre ritenuto in progresso dai nostri duchi: lo davano ai loro primogeniti. Abbiamo ancora delle monete fatte coniare dal duca Ludovico Maria Sforza, che eresse Angera in città, come lo era stata nell'età trascorse. In queste monete è impressa l'immagine di Maria, e nel rovescio la città d'Angera con questa iscrizione:

LVDOVICVS . 
MARIA . 
SFORTIA .
ANGLERIAE . 
COMES 

Vicino ad Angera avvenne il martirio di s. Arialdo Alciati di Cucciago, il quale, dopo aver predicato molti anni contro la pubblica incontinenza del clero, e finalmente caduto nelle mani di due malvagi ecclesiastici, soffrì strazj che fanno orrore. Fu il di lui cadavere da' suoi nemici nascosto, poi trafugato alla rocca d'Arona, ed ivi contraffatto ed abbrustolito in un forno. Ma tutto il popolo di Milano sotto la condotta d'Erembaldo Cotta andò ad Arona, ed avuto il sacro corpo, lo recò processionalmente alla città, dove dopo essere stato esposto dieci giorni nella basilica Ambrosiana alla pubblica venerazione, fu sepolto vicino alla chiesa di s. Celso, dalla quale solennemente trasportato nel 1099 a quella di s. Dionigi, vi rimase, finché nel 1538 fu trasportato alla metropolitana.

Deve molto Aligera al cardinale Federico Borromeo, che ottenne da Filippo IV, re delle Spagne, per la sua famiglia la signoria d'Angera, già avuta nel 1439 dal duca Filippo Maria Visconti, ma per la morte del conte Giambattista, devoluta alla regia camera. Allora fu che aggiunse all'antica fabbrica della rocca nuovi edificj ornati di pregievoli pitture.

La collegiata che qui esisteva era antichissima, e fu dal suddetto cardinale arricchita di preziose reliquie, e ridotta alla residenza. Vedesi in Angera altra chiesa di bella struttura, sotto l'invocazione di Maria Vergine delle Grazie.

La fiera che qui si fa di bestie bovine e di cavalli nel primo giorno dei mesi di giugno e di settembre, fu conceduta dal duca Ludovico Maria Sforza a' 7 ottobre 1497, come pure il mercato in ogni lunedì.

Questo paese fu rinomato per le nobilissime famiglie che l'abitarono, ed ora pure, dopo tante vicende desolatrici, alcune che vi soggiornano sono un monumento e della nobiltà del paese e della loro propria. Un lustro di questo borgo è attualmente l'eccellentissima famiglia Borromeo, padrona del castello e di un latifondo.

In Corografia dell'Italia (1832) così viene descritta la frazione del comune:

CAPRONNO, volgarmente CAPRONE, villaggio di Lombardia, provincia di Como, distretto d'Angera, in sito fertile, ma alquanto malsano a cagione di alcuni luoghi paludosi, dai quali però si estrae della buona torba. Sta ad eguale distanza dai laghi di Comabio, di Monate e del Verbano. Vi si contano poco più di 300 abitanti.

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