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L’origine di Maletto risale all’anno 1263, quando il conte Manfredi Maletta costruì o ebbe concesso il castello che così prese il nome dalla omonima famiglia. Successivamente, durante la guerra del Vespro, il feudo ed il castello passarono alla famiglia Omodei da Randazzo e poi ancora, nel 1386 alla famiglia Spatafora, della quale Ruggerotto costruì nel 1447 il primo centro urbano che malgrado venne in un primo tempo spopolato, si consolidò agli inizi del 1500 ad opera di Giovanni Michele Spatafora che costruì il palazzo baronale, l’annessa chiesa di San Michele Arcangelo e diversi fabbricati attorno al castello. Egli ottenne dall’Imperatore Carlo V il mero e misto impero e il bayulato, ossia la giurisdizione civile e penale sugli abitanti del feudo, il diritto di esigere le tasse (che allora erano le decime e le angherie) e quello delle carceri che tenne sotto il palazzo baronale.
Nel 1619 Michele Spatafora Bologna venne investito del titolo di Principe di Maletto e da quel momento, grazie alle facilitazioni ed esenzioni concesse dal Principe, il borgo feudale si stabilizzò definitivamente andando sempre più ad ingrandirsi sino al 1812, anno dell’abolizione del feudalesimo in Sicilia a cui subentrò l’istituzione comunale.
La popolazione agli inizi del secolo XIX arrivava a circa 1.500 abitanti, dedita totalmente, in varie forme, alla coltivazione delle terre del feudo Spatafora e allo sfruttamento delle riserve del grande bosco di Maletto; essa subisce tutte le vicende dell’ottocento, influenzata dalla vicina Bronte, con la quale partecipa ai moti del 1820/21, del 1848 e ai tragici fatti del 1860.
Dopo l’unificazione Maletto attraversa periodi di grosse difficoltà socio economiche che danno origine ai primi flussi migratori verso le Americhe. Partecipa con contributo di sangue ai due conflitti mondiali e subisce i bombardamenti alleati dell’agosto 1943.
Negli ultimi decenni Maletto, da antico borgo feudale, quale era fino a pochi anni prima, si è trasformato in una moderna cittadina munita dei più essenziali servizi pubblici.
(Cit. Wikipedia)
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