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Foto Maletto:
2012, 2009, 2008

Maletto è situato nella Sicilia nella Provincia di Catania. La seconda domenica di settembre si festeggia il Patrono, Sant'Antonio da Padova. Tra gli edifici religiosi: Chiesa di Sant'Antonio di Padova; Chiesa di Sant'Antonio Abate; Chiesa di San Michele Arcangelo. Da Vedere: Palazzo Spadafora.

Confina con i comuni di: Bronte, Adrano, Belpasso, Biancavilla, Castiglione di Sicilia, Randazzo, Sant'Alfio e Zafferana Etnea. E' a circa cinquantatre chilometri da Catania.

Maletto è un piccolo comune posto alle radici settentrionali dell'Etna, con un territorio che si estende per 4.088 Ha., a forma di goccia allungata in direzione NWSE con la punta coincidente con la sommità del cratere centrale a quota di 3.320 metri circa, mentre la quota minima è di 863 metri.

L'abitato è situato al limite tra l'edificio vulcanico etneo e la valle del Simeto, costruito sul versante occidentale della collina denominata Pizzo Filicia ad una quota media di metri 950 s.l.m., in posizione elevata e al centro del triangolo costituito dai comuni di Randazzo, Maniace e Bronte dal cui territorio è completamente circondato. E' il comune più alto della Provincia di Catania e il più elevato sull'Etna.

La popolazione stabilmente residente è di circa quattromila abitanti, oltre a circa 1.350 emigrati in massima parte in Svizzera e Germania che conservano legami stabili e interessi con il loro paese di origine.

Indice

Clima

Dal punto di vista climatico, il territorio di Maletto è caratterizzato da un clima temperato caldo fino a mille metri di altezza; oltre tale quota si ha un clima temperato freddo e oltre i 2.000-2.200 metri un clima freddo con i fianchi dell'Etna innevati per oltre cinque mesi all'anno.

Storia

L'origine di Maletto risale all'anno 1263, quando il conte Manfredi Maletta costruì o ebbe concesso il castello che così prese il nome dalla omonima famiglia. Successivamente, durante la guerra del Vespro, il feudo ed il castello passarono alla famiglia Omodei da Randazzo e poi ancora, nel 1386 alla famiglia Spatafora, della quale Ruggerotto costruì nel 1447 il primo centro urbano che malgrado venne in un primo tempo spopolato, si consolidò agli inizi del 1500 ad opera di Giovanni Michele Spatafora che costruì il palazzo baronale, l'annessa chiesa di San Michele Arcangelo e diversi fabbricati attorno al castello. Egli ottenne dall'Imperatore Carlo V il mero e misto impero e il bayulato, ossia la giurisdizione civile e penale sugli abitanti del feudo, il diritto di esigere le tasse (che allora erano le decime e le angherie) e quello delle carceri che tenne sotto il palazzo baronale.

Nel 1619 Michele Spatafora Bologna venne investito del titolo di Principe di Maletto e da quel momento, grazie alle facilitazioni ed esenzioni concesse dal Principe, il borgo feudale si stabilizzò definitivamente andando sempre più ad ingrandirsi sino al 1812, anno dell'abolizione del feudalesimo in Sicilia a cui subentrò l'istituzione comunale.

La popolazione agli inizi del secolo XIX arrivava a circa 1.500 abitanti, dedita totalmente, in varie forme, alla coltivazione delle terre del feudo Spatafora e allo sfruttamento delle riserve del grande bosco di Maletto; essa subisce tutte le vicende dell'ottocento, influenzata dalla vicina Bronte, con la quale partecipa ai moti del 1820/21, del 1848 e ai tragici fatti del 1860.

Dopo l'unificazione Maletto attraversa periodi di grosse difficoltà socio economiche che danno origine ai primi flussi migratori verso le Americhe. Partecipa con contributo di sangue ai due conflitti mondiali e subisce i bombardamenti alleati dell'agosto 1943.

Negli ultimi decenni Maletto, da antico borgo feudale, quale era fino a pochi anni prima, si è trasformato in una moderna cittadina munita dei più essenziali servizi pubblici.

Monumenti

I pochi monumenti esistenti sono la Chiesa di San Michele Arcangelo (secolo XVI) con tele del 1600, la Chiesa di Sant'Antonio di Padova (secolo XVIII), patrono del paese con due statue lignee dello scultore Bagnasco di Palermo, la Chiesa Madre (secolo XIX). Il vecchio centro storico, in parte rinnovato, è caratteristico per le sue piccole e silenziose stradine in basolato lavico e le antiche case dei secoli XVII e XVIII, il tutto dominato dalla rocca del Castello, i cui ruderi stanno da otto secoli a guardia di Maletto.

Maletto si colloca in un ambiente naturale dei più integri e suggestivi, con l'Etna che domina dall'alto tutto il territorio, costituito da fitti boschi di faggi, pini, lecci, castagni, querce e via via scendendo, con vigneti, fragoleti, frutteti, seminativi e con numerosi manufatti rurali di antica costruzione. A valle, invece, c'è la grande pianura di lave preistoriche incorniciata dalla catena montuosa delle Caronie da cui nasce il Simeto.

Economia

Le principali risorse economiche sono basate sull'agricoltura (fragoleti, frutteti, vigneti e seminativi), l'allevamento (bovini, ovini), le attività forestali e i pascoli. Discreta la presenza dell'artigianato e del commercio dei prodotti agricoli e lattiero caseari. Sempre più intensa una presenza turistica di fine settimana e giornaliera, che invade le contrade di Maletto alla ricerca di un ambiente sano e dei prodotti locali, in particolare la fragola, rinomata la sua fragranza, e i funghi di ferla.

Biblioteche

  • Biblioteca Comunale, Via Umberto

Volontariato, Onlus e Associazioni

  • Coop. Sociale A R.L.-La Cometa, Viale Lazio, 53

Bibliografia

  • Maletto memorie storiche, S. Nibali - G.M. Duca

Memorie Storiche

Nel Dizionario del 1858 di Antonio Busacca la città viene così descritta:

Maletto - È nel val di Noto, nell'Intendenza distretto, e diocesi di Catania, circond. di Bronte. Ex-feudo con titolo di principe di un ramo della famiglia Spadafora. Pop. 2600. Esporta grano ed olio. Territ. sal. 1815.

Fonti

Parte del testo è adattato dal Preambolo allo Statuto Comunale