16 Dicembre 2009 alle 23:26

Città di S. Nicolò

di zioseb (Nicosia, Sicilia. Panorami. Categoria B)

Nicosia - Città di S. Nicolò


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“Nicosia, vetusta città di Sicilia, edificata dai Greci, abitata da Romani, distrutta da Barbari, dagli Erbitesi ristabilita, da Normanni e Lombardi accresciuta, sorge pressoché nel centro del Val Demone…” Allo stato attuale non si sa cosa ci sia di vero in questa suggestiva e quasi mitica ipotesi di origini greco-romane in cui vengono chiamate in causa tre antiche città scomparse (Erbita, Engio, Imachàra), accomunate dalle ruberie subite (nel I sec. d.C.) dal rapace pretore romano Verre. Le loro ubicazioni, molto probabilmente nei dintorni dell’attuale Nicosia, non sono state ancora accertate, anche per mancanza di scavi archeologici. Le caratteristiche del sito di Nicosia, luogo forte e scosceso per eccellenza; le sorgenti che sgorgavano dalla roccia del Castello e che alimentavano i sottostanti Pozzi Gurri; i numerosi, anche se dispersi, ritrovamenti archeologici; le monete greco-romane, che tuttora affiorano nella collinetta S. Giorgio (alle falde del Castello), fanno presupporre l’esistenza di una città greca che corrisponde alla descrizione di Diodoro Siculo. Ma è solo un’ipotesi allo stato presente non verificabile. L’unico dato certo è che Nicosia preesisteva all’arrivo dei Normanni, quando nel 1062 l’assediarono invano e che risultò essere una agguerrita fortezza di Saraceni. Ma appare altrettanto certo che non sia stata edificata dagli Arabi, poiché alle città generalmente imponevano denominazioni tratte dalla loro lingua, come nei casi di Castrogiovanni, Calascibetta, Caltagirone, etc. Il nome “Nicosia”, di origine greco-bizantina, può significare “Città di S. Nicolò”. Molto probabilmente è stata edificata proprio al tempo della dominazione bizantina in Sicilia e della conseguente diffusione nell’isola del Cristianesimo orientale (nei secoli dal VI all’VIII). Testimonianze della cultura bizantina si hanno nei nomi di alcune località quali S. Michele, S. Basilio, S. Conio, S. Elia: testimonianze che concordano, fra l’altro, con la tradizione che dice il papa Leone II (682-683) nativo di Erbita e S. Luca Casale, monaco basiliano del V secolo, nativo di Nicosia. La città sarebbe nata come luogo fortificato dei cristiani del Val Demone: attorno al Castello sarebbe sorto un piccolo borgo (attuale quartiere di S. Nicolella) e l’omonima chiesetta “bizantina” dedicata a S. Nicolò (in seguito detta S. Nicolò le Petit per distinguerla dalla più grande S. Nicolò de Plano), che, sebbene rimaneggiata, conserva tracce della originaria struttura ed una croce greca in legno (ora a S. Biagio).
(Cit. www.cormorano.net/nicosia)

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