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In prossimità della città sono state trovate stazioni di cultura paleoveneta, su cui successivamente si sviluppò quella celtica a partire dal IV secolo a.C.
Tra il 56 a.C. ed il 50 a.C., grazie all’iniziativa di Giulio Cesare, i Romani vi crearono un municipio, Forum Iulii, da cui prese poi il nome tutta la regione Friuli, successivamente divenne colonia. Le mura romane sono alla base delle mura veneziane tutt’ora presenti.
Nel V secolo d.C., dopo la distruzione di Iulium Carnicum da parte degli Avari e di Aquileia da parte degliUnni, Cividale crebbe per numero di abitanti e importanza strategica, divenne quindi sede vescovile e caput Venetiae, ereditando da Aquileia. Arrivati i Longobardi nel 568, fu la capitale del primo ducato longobardo d’Italia (Ducato del Friuli), con duca Gisulfo, nipote di Alboino. In quell’epoca mutò nome in Civitas, la città per eccellenza, che divenne poi Cividale.
Il Ponte del Diavolo (Puìnt dal Diàul in friulano) è il simbolo della città di Cividale del Friuli (UD). Costruito in pietra a partire dal 1442 e ripartito in due arcate, poggia su un macigno naturale collocato nel letto del fiume Natisone, lungo il quale si può ammirare una scenografica gola. Il ponte è alto 22,50 m, poggia su tre piloni sviluppandosi per 48 m su due archi di larghezza differente (22 m e 19 m). L’asimmetria è dovuta alla posizione del masso su cui poggia il pilone centrale.
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2 commenti a “All’ombra del ponte”
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Bellissima
Grazie Katy