26 Dicembre 2009 alle 11:51

La Madonna della Stella ed il ponte viadotto sulla Gravina

di Mizar (Gravina in Puglia, Puglia. Panorami. Categoria C)

Gravina in Puglia - La Madonna della Stella ed il ponte viadotto sulla Gravina


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E’ detta della stella, perché l’antica immagine raffigurava la Madonna con manto azzurro e una stella cometa d’argento su di esso.
La chiesa è cavata nel tufo sul ciglio della “Gravina” e vi si accede attraverso un giardinetto e dei gradini. Utilizzata probabilmente per un antico culto pagano, divenne più tardi un santuario frequentato da pellegrini, devoti alla Madonna perché ritenuta miracolosa.
Oggi la chiesa non conserva tracce di affreschi, solo un altare in stile barocco del 1709. Dietro l’altare un ambiente absidale che certamente fungeva da sacrestia. Il tetto presenta varie rotture, che naturalmente deteriorano l’ambiente.

Fonte: www.gravinaonline.it

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Il ponte della Gravina è un ‘importante struttura ad archi, alto 37 m. lungo 90 m. e largo 5,5 m. che collega le due sponde del torrente “Gravina”. Fu costruito per permettere l’attraversamento del Crapo (l’antico nome del torrente Gravina), e consentire ai fedeli di raggiungere la miracolosa chiesetta della Madonna della Stella. Poco si sa circa la data della sua costruzione. Fonti storiche (atto notarile) datano con certezza la sua esistenza almeno al 1686. Probabilmente il ponte, reso instabile dal sisma del 1686, crollò nel terremoto del 1722. Il Nardone nel suo saggio su “Gli Orsini di Roma nel feudo di Gravina, 1388 - 1816” scrive che alcuni membri della famiglia degli Orsini ne ordinarono, intorno alla metà del Settecento, la ricostruzione e la trasformazione in acquedotto, per portare sotto le mura della città le acque delle sorgenti Sant’Angelo e S. Giacomo. La struttura sulla quale poggiava la tubatura dell’acqua che collegava le 2 fontane (pilacci), ancora oggi esistenti ai due lati del ponte, era costituita da 25 archi disposti lungo la spalliera. In seguito all’alluvione dell’agosto del 1855, tali archi subirono gravi danni e, poiché pericolanti, furono sostituiti da una spalliera in tufo. Nel 1860 (come si ricava da documenti dell’archivio Comunale di Gravina) vennero effettuati interventi di consolidamento e di restauro conla posa in opera di tiranti in ferro e di un selciato rustico di protezione.

Fonte: www.gravinaoggi.it

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