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Le origini di Capaccio si perdono nella notte dei tempi: l’antica Capaccio, Caput aquis, sorgeva ai piedi del monte Cathena o Calpazio, nei luoghi dove Crasso vinse l’armata ribelle di Spartaco, e di essa ne parla già Plutarco.
Un antico documento, databile 1051, riferisce di un nuovo centro abitato, Capaccio nuova, sorto ad est del monte Calpazio. Nel 1062 la città fu sotto il dominio di Gisulfo II mentre, al tempo di re Ruggiero, signore di Capaccio era Rainolfo di Alife. Dal 1230 il castello di Capaccio fu sotto la diretta di dipendenza imperiale.
Capaccio passò poi sotto il controllo dei Sanseverino, che parteciparono alla nota congiura contro Federico II meritando anche l’assedio di Capaccio che, dopo quattro mesi, fu espugnata. Molto probabilmente, in tale occasione fu però distrutta solo la Capaccio Vecchia.
Agli inizi del 1300, Capaccio passò nuovamente ai Sanseverino fino a quando, nel 1303, tornò alla corona. Re Carlo concesse al figlio Raimondo Berengario le signorie di Capaccio, Eboli, Auletta, Laurino, Albanella e Roccadaspide, feudi che passarono poi, nel 1306, all’altro figlio Pietro.
Nel 1578 il feudo di Capaccio fu venduto a Cesare d’Avalos d’Aragona che, nel 1594, vendette Capaccio ed Altavilla a Nicola Grimaldi, dei principi di Monaco. A partire dal 1636, il feudo passò alla famiglia Doria, sotto il cui dominio rimase fino all’abolizione della feudalità.
Di pari complessità è anche la storia di Paestum, la principale frazione di Capaccio che si presenta con un assetto urbanistico sufficientemente autonomo. La città fu fondata con il nome di Poseidonia sul finire del VII secolo a.C. da coloni greci di Sibari e, grazie alla sue intense attività commerciali, presto raggiunse grande floridezza, come attestato dal notevole patrimonio archeologico.
Verso il 400 a.C. Paestum venne conquistata dai Lucani e poi nel 273 divenne colonia romana con il nome di Paestum. Passata sotto l’egida di Roma, la città si abbellì ulteriormente, furono edificati altri edifici, come le terme, il portico del Foro, l’anfiteatro, conservando la sua importanza commerciale fino al tardo Impero.
Nell’alto Medioevo iniziò la decadenza a causa delle alluvioni e della malaria e nel IX secolo, sotto le incursioni dei Saraceni, venne abbandonata dai pochi abitanti: fino al ‘700 il grande centro rimase nascosto e dimenticato tra boscaglie e paludi, conservando tra le rovine l’eco del ricordo di tanta fama e ricchezza.
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