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Le mura e i templi di Paestum
Le mura e i templi di Paestum

Capaccio è situato in Campania in Provincia di Salerno. Il 15 giugno si festeggia il Patrono, San Vito.

Confina con i comuni di: Roccadaspide, Trentinara, Eboli, Cicerale, Giungano, Albanella e Agropoli.

Il Comune, in quanto parte del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, con gli scavi archeologici di Paestum, sono Patrimonio dell'Umanità iscritto nella prestigiosa lista dei Siti UNESCO.

Indice

[modifica] Biblioteche

Mura e torri di guardia
Mura e torri di guardia
  • Biblioteca Comunale, Piazza C. Santini

[modifica] Volontariato, Onlus e Associazioni

  • Associazione e Ti Porto in Africa ...., Viale Della Repubblica, 3
  • Cooperativa Faro Verde Società Cooperativa Sociale, Via Consortile, 57

[modifica] Bibliografia

  • Ritorno a Capaccio. Documenti e memorie. Un itinerario fra le terre della piana e le vie del centro collinare, Mario Mello - Vincenzo Rubini, Ed. Edisud Salerno (1998)
  • Paestum: la città, la necropoli preistorica, Pellegrino Claudio Sestieri, Ed. Istituto Poligrafico dello Stato
  • Paestum. I templi e il museo, Marina Cipriani - Giovanni Avagliano, Ed. Bonechi (2004)
  • Paestum. Arte e Storia, Ed. Bonechi

[modifica] Memorie Storiche

In Corografia dell'Italia (1832) così viene descritto il comune:

CAPACCIO, picciola città della provincia di Principato citeriore, nel distretto di Salerno. Sta sopra un picciol colle, quasi due miglia discosta dal mare, avendo a levante il monte Calimarco. E' residenza vescovile, traslata da un'antica città egualmente chiamata Capaccio, ed ora ridotta a villaggio, il quale sta esso pure sopra un colle, ai di cui piedi verso ostro gli scorre il fiumicello Solofone. Nella nuova città si contano appena duemila abitanti; nella vecchia soltanto trecento. In quest'ultimo luogo sta la cattedrale, a cui il vescovo è obbligato di recarsi ad ufficiare nella seconda festa di Pasqua. Capaccio-vecchio fu distrutto nel XIII secolo dall'imp. Federico II. Essendosi gli abitanti riparati nel villaggio di Sanpietro, gli diedero il nome di Capaccio nuovo. Il territorio d'ambidue questi luoghi è salubre, e quanto mai può dirsi ameno; sono poi essi situati sopra balze quasi inaccessibili. La pianura che loro sta framezzo col vicino mare è quasi un continuato bosco di leccini, di lauri, di cipressi e di ulivi che fruttiscooo senza coltivazione. La rovinata città di Pesto gli sta quasi due miglia a libeccio, e Salerno n'è distante 20 verso maestro. Long. 12° 36'; lat. 40° 26'. Il nome di Capaccio, alla vecchia città, gli provenne dalle parole Caput aquae, allusivamente alla sua situazione, perchè colà avea principio l'acquidotto, col quale i Pestani trassero nella loro città le acque di cui abbisognavano. Capaccio-vecchio deve poi la sua origine alla distruzione di Pesto.

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