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Il porto è stato ricavato nella baia naturale di Santa Venera i lavori di costruzione iniziarono attorno al 1862.
Attorno al porto, pian piano, si sviluppò la cittadina di Santa Venera che, nel 1928 venne ridenominata in Vibo Marina.
Per molti anni ha garantito l’export - import delle merci, il servizio postale, i soccorsi e il servizio passeggeri per un vasto territorio della Calabria.
Oggi il porto è utilizzato per le attività commerciali, militari, pescherecce e turistiche.
Nel corso dei secoli la storia delle cittadine, come Bivona, Porto Salvo, e Vibo - Hipponium, è sempre stata legata ai suoi porti.
Tutt’oggi sono visibili, nei fondali del tratto di costa di Trainiti, le antiche mura del porto greco della colonia magnogreca di Hipponium.
Dominique-Vivant Denon, durante il suo viaggio in Calabria, effettuato nel 1778, così parla del porto “Si dice che d’estate quando la marea è bassa si scorgono i ruderi che le sabbie non hanno ancora coperto”1
All’inizio del III sec. a.C. il tiranno siracusano Agatocle, dopo aver conquistato Hipponium, vista la posizione strategica e commerciale di tale porto, ne dispose il potenziamento.
I romani utilizzarono tale porto per mantenere i rapporti commerciali e militari con il territorio circostante.
Dello stesso porto, in seguito, se ne servirono i vescovati della chiesa calabrese per mantenere i rapporti con la sede papale di Roma.
Negli anni bui del medioevo tutti gli scambi commerciali calabresi avvenivano unicamente via mare, per cui il porto assunse fondamentale importanza.
Attraverso i suoi moli venivano esportati i prodotti della canna da zucchero, della seta, del legname e dell’agricoltura..
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1 commento a “Marina di Vibo Valentia”
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anche questa nn è niente male.
mm…chi + quello a sx?