27 Febbraio 2010 alle 16:08

Catalani a Bologna?

di michea (Bologna, Emilia-Romagna. Castelli e Fortificazioni. Categoria D)

Bologna - Catalani a Bologna?


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In Vicolo dello Spirito Santo, dietro l’Archivio di Stato, in un angolo stretto dove è quasi impossibile trovare un’inquadratura senza tetti né divieti di sosta, sorge la casa-torre dei Catalani (sec. XIII), alta 16 metri. I catalani di Spagna non c’entrano: la casa-torre appartenne ai Catalani, famiglia della parte dei Geremei (ghibellini) detta anche Castellani. Fu fatta alzare di m. 22,80 da Delfino Castellani a richiesta di Alberto Carbonesi, suo nipote, perché questi “potesse vagheggiare” dalla sommità con Virginia di Giovanni di Pietro Galluzzi (di famiglia guelfa), sua amante, che abitava nelle vicinanze. Il matrimonio segreto dei due giovani, avvenuto nel 1258, finì tragicamente: Virginia Galluzzi, fu trovata impiccata ad un balcone dopo che il marito era stato trucidato dai suoi fratelli. Ciò fu causa di un grande tumulto e i Galluzzi si vendicarono uccidendo quasi tutti i Carbonesi, eccettuato un solo bambino sfuggito alla strage. (si veda la mia presentazione della Torre dei Galluzzi, 23.9.2009)
Attualmente la torre ha tre vani sovrapposti più un sotterraneo ricavato nel perimetro delle fondamenta nel XIII secolo, collegato agli altri solo per mezzo di botole. La stanza più alta, con ben tre finestre e una porta sul lato di ponente, è abitabile. Come in tante altre torri, anche nella Catalani non abbiamo traccia del trattamento delle pareti interne: probabilmente erano imbiancate a calce e variamente decorate, se non rivestite di legno o tessuti. Sono invece significativi i suoi fori da ponte, che reggevano altrettanti ballatoi: non semplici collegamenti esterni, ma veri e propri edifici multipiano che estendevano la superficie della casa. Nel caso di questa torre, i cosiddetti buchi pontai dimostrano la disposizione a raggiera delle mensole di sostegno, il che significa che queste strutture esterne ruotavano attorno a tutti i lati della torre. Così come per gli interni, non si ha certezza perché poco o nulla è rimasto, ma gli studiosi ormai concordano nel pensare che anche i ballatoi e le parti murarie esterne avessero veli d’intonaco a calce viva, ravvivata con decorazioni dipinte.

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