17 Luglio 2009 alle 01:55

Roccadaspide…panorama

di gianniB (Roccadaspide, Campania. Panorami. Categoria B)

Roccadaspide - Roccadaspide...panorama


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Roccadaspide è un comune di 7.462 abitanti della provincia di Salerno, ricompreso nel territorio del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano.
Le origini del nome di Roccadaspide sono state al centro di incomprensioni ed erroneità. Alcuni, infatti, ritengono che il nome della città derivi dall’aspide, serpente che era molto comune nella zona ai tempi dell’edificazione del centro abitato. Per tal motivo, alla fine degli anni ‘90 fino all’inizio del secolo in corso, il comune ha preso il nome di Rocca d’Aspide, per poi tornare all’originale. Roccadaspide nel X secolo era chiamata Casavetere di Capaccio o Nicola de Aspro. In una bolla pontificia di Papa Celestino III, con la quale veniva canonicamente riconosciuto il Convento di S. Lorenzo Strictu (Castel S. Lorenzo), datata Roma 15 maggio 1191, confermato da altra bolla di Papa Nicolò V nel 1454, si legge “Rocchae”, il che dimostra l’esistenza di un castello già nel XII secolo. Inoltre, dalla scrittura della Reintegrazione dei Feudi, ai Baroni e alle Chiese del Re Carlo I d’Angiò, rilevasi: Prope Castrum Roccae De Aspro(Castrum = Fortezza, Castello). E’ dunque chiaro che, intorno al 1270 i rocchesi possedessero il castello, uno dei migliori baluardi a difesa della Valle del Calore. Secondo uno storico: — Rocca d’Aspro fu un casale greco del tempo cristiano di Pesto e fortezza feudale tanto contrastata e guerreggiata nell’epoca della Congiura dei Baroni, siccome lo era stata nel tempo ultimo dei Greci, quando la sua Rocca tenne testa alle ripetute aggressioni barbarie. Un altro ci scrisse tempo fa: — Quale notizia più remota relativa a codesto Paese, è da ritenersi il richiamo ad un Nicola de Aspro o Casavetere di Capaccio, che prima appare come una Chiesa, poi come una delle ben 78 badie (cifra prossimativa perché in un antico documento si legge: « non meno di 77 »), dal 1092 al 1549, dipendenti da quella di Cava…(la donò Gregorio, Signore di Capaccio, con atto del Giudice Grimoaldo). Fino a prova contraria non è da mettere neppure in dubbio che Rocca d’Aspro, come del resto tutta la zona della Valle del Calore, acquistò interesse come fortificazione tra la fine del Principato longobardo, specie sotto l’ultimo Principe, Gisulfo II, e tutt’al più sotto il di lui padre Guaimaro V e l’affermarsi del Ducato Normanno, quando proprio per far argine alla prepotenza dei primi avventurieri normanni, che seguivano la tattica loro consueta « prima ben servire per poi meglio dominare », l’ultimo Principe Longobardo, Gisulfo II, fece elevare fortificazioni ad ogni passo nel territorio del suo Principato, dando sviluppo al più tipico feudalesimo dell’XI secolo che, in un modo o nell’altro, era legato direttamente alla stessa famiglia principesca di Salerno.

Dal 1859 al 1927 è stato capoluogo dell’omonimo mandamento appartenente al Circondario di Campagna.

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