17 Luglio 2009 alle 03:02

Monte Faito..una finestra sul Vesuvio

di gianniB (Gragnano, Campania. Panorami. Categoria C)

Gragnano - Monte Faito..una finestra sul Vesuvio


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Il Monte Faito, alto 1131 metri, è una delle cime della catena dei Monti Lattari, gruppo montuoso del Preappennino campano che costituisce la dorsale della Penisola Sorrentina, dalla sella di Cava de’ Tirreni all’estremità meridionale di Punta Campanella.

Formato da rocce prevalentemente calcaree, sul versante del Golfo di Salerno è caratterizzato da pareti molto ripide sul mare. Il suo nome deriva dal termine dialettale “faggeto” in quanto il territorio è ricco di faggi oltre che di lecci e castagni.

Presso il villaggio Monte Faito, raggiungibile con la funivia del Faito da Castellammare di Stabia in 8 minuti e in auto dal versante di Vico Equense, c’è un complesso sportivo dotato di campi da tennis, campo da basket/volley e piscina, dove numerosi gruppi tennistici giovanili svolgono i propri ritiri estivi.

Numerose ville rendono il luogo un’oasi di pace e di natura, nonostante i numerosi incendi che negli anni ne hanno impoverito la vegetazione. Il Monte Faito fu inoltre teatro della scomparsa della piccola Angela Celentano il 10 agosto 1996 ancora tutt’oggi misteriosa.

Negli ultimi 3 weekend di ottobre si tiene la tradizionale Sagra della Castagna.
Sulla sommità della montagna si erge la chiesa di San Michele, il cui nome deriva da un’apparizione dell’Arcangelo Michele sul vicino Monte Molare (1.444 metri).
Gragnano è un comune di 29.818 abitanti della provincia di Napoli situato ai piedi dei Monti Lattari, in una posizione strategica per quanto concerne l’avvistamento.
È famoso a livello mondiale per la gastronomia in quanto a Gragnano, da sempre, è associata la produzione della pasta che si fa risalire alla seconda metà del 1500. A Gragnano, infatti, venivano e vengono prodotti i famosi “maccheroni”, prima a livello familiare, poi industriale, come testimoniano i pastifici di lunga tradizione ivi presenti.
Gragnano è inoltre famosa per la produzione di latticini dei quali non si può parlare senza citare il provolone del monaco, simbolo della gastronomia campana oltre che napoletana.
Tale prodotto è stato, in tempi addietro, simbolo di identità e di appartenenza, essendovi gli emigranti tanto affezionati da portarselo dietro.
Va citato inoltre il famoso vino di Gragnano, simbolo anch’esso delle antiche tradizioni di questi luoghi.

Ma Gragnano non ha una storia antica solo per la gastronomia. Sul territorio sono presenti mura di cinta, cinque torri e due porte che testimoniano l’antichità di questa città. Tali ruderi fanno risalire ad un castello risalente alla fine del XII secolo secondo alcuni. È presente anche l’unico arco napoleonico di tutta la Campania, sito in via Quarantola.

Da visitare il famoso artistico presepe situato nella valle dei mulini, la chiesa di Santa Maria Assunta, ex sede dell’arcipretura ove è conservata un’antica scultura romanica, la Chiesa della Madonna del Carmine, la chiesa collegiata del Corpus Domini e la Chiesa di San Giovanni Battista, conosciuta anche come chiesa di San Sebastiano.

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