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Acerra è un comune di 54.742 abitanti della provincia di Napoli situato nella pianura campana.
Il comune in provincia di napoli, occupa una vasta area della pianura campana, precisamente a nord est di napoli, il secondo per estensione territoriale (dopo Giugliano in Campania) escludendo il capoluogo; confina con la provincia di Caserta. È collegata direttamente all’autostrada A1, A30, A16 e A3 tramite l’Asse Mediano, quello di Supporto e la diramazione dell’Asse Mediano 162 Dir. Acerra - Centro Direzionale.
Sul territorio comunale insistono due zone industriali: Acerra e Pomigliano d’Arco. Lo stabilimento dell’Alfa Romeo è ubicato per un terzo nel territorio comunale di Acerra, come si può evincere dalla piantina posta all’entrata del suddetto stabilimento automobilistico. La città è servita da due stazioni ferroviarie: quella di Trenitalia e quella della Circumvesuviana.
Acerra è uno dei pochi comuni della Provincia di Napoli ad avere soluzioni di continuità con i comuni confinanti e la maggioranza del territorio non è cementificata anche se, negli ultimi anni,sono sorti numerosi quartieri residenziali.
La città, fra le più antiche della Campania, abitata sin dall’epoca preistorica, per la presenza di ricca vegetazione e fauna, e numerosi corsi d’acqua. In base a recenti ricerche archeologiche probabilmente fu fondata dagli Ausoni, in seguito fu chiamata dagli Osci Akeru (Acerrae è il nome latino), e fece più tardi parte della Dodecapoli etrusca della Campania. Nel 332 a.C. ricevette per prima nelle province romane la civitas sine suffragio, ossia la cittadinanza romana senza diritto di voto.
Rimase fedele a Roma durante la seconda guerra punica e fu assediata nel 216 a.C. da Annibale che la distrusse parzialmente. Fu ricostruita nel 211 a.C.. Durante la guerra sociale fu nuovamente assediata da Papio Mutilo, ma fu difesa dal console Lucio Giulio Cesare. Divenne Municipium e nel 22 a.C. sotto l’Imperatore Augusto divenne colonia per i veterani.
Alcune iscrizioni pervenuteci attestano l’esistenza di culti e forse di templi dedicati a Iside, Serapide ed Eracle. La presenza di un anfiteatro era stata ipotizzata al di sotto del Castello, ma sotto le antiche scuderie si sono rinvenute tracce delle strutture di un teatro risalente al II secolo a.C..
Fu dominio longobardo, con la costruzione di un castello (826), poi distrutto da Bono, Duca di Napoli. Fu quindi saccheggiata dai Saraceni intorno all’881. In seguito divenne dominio normanno: il castello fu ricostruito e la città divenne contea normanna, e sede vescovile nell’ XI sec.
Ad essa appartenevano molti casali tra cui quello di Pomigliano d’Arco, Marigliano, Mariglianella,Ottaviano, (fatti rientrare oggi nell’area Nolana) e Licignano (oggi frazione di Casalnuovo di Napoli). Tra i conti di Acerra occorre ricordare i Di Medania: di questa famiglia fu Sibilia, che sposò Tancredi Re di Napoli.
Sotto il dominio di Svevi, Angioini e Aragonesi ne furono feudatari Tommaso d’Aquino, gli Origlia, i Del Balzo Orsini e dal 1496 i De Cardenas, fino al 1812.Essendo il territorio di Acerra frequentemente inondato dall’antico fiume Clanio e quindi poco salubre, la zona rimase quasi del tutto disabitata. A partire dal XVIII secolo una serie di imponenti bonifiche - come la costruzione di canali per il deflusso delle acque - ha migliorato la situazione anche dal punto di vista agricolo-economico, permettendo alla zona di diventare una tra le più fertili della Campania: a ciò si deve il notevole aumento della popolazione e la costruzione di nuovi quartieri. Non a caso i Borbone in località Calabricito vi fecero erigere un casino di caccia, poiché la limitrofa zona boscosa era ricca di selvaggina. La città fino al 1927 fece parte della provincia di Terra di Lavoro.
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