31 Agosto 2009 alle 17:05

Peschiera: la porta e le mura della fortezza

di progigi (Peschiera del Garda, Veneto. Castelli e Fortificazioni. Categoria B)

Peschiera del Garda - Peschiera: la porta e le mura della fortezza


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Nel Medioevo, Verona estende fino al lago la sua dominazione e Peschiera che costituiva un nodo strategico fondamentale per lo sbarramento del Mincio. Mastino della Scala inizia l’opera di fortificazione del centro di Peschiera: la Rocca fu costruita su preesistenti costruzioni romaniche e nel XV secolo la Fortezza risulta composta da un gruppo di abitazioni civili intorno alle quali erano le mura turrite disposte su cinque lati e, nell’angolo meridionale, si trovava appunto la Rocchetta, detta poi Rocca. Nel 1439 Peschiera entra a far parte della Serenissima Repubblica di Venezia e a partire dal 1549, la fortezza assunse l’attuale forma pentagonale. La fortezza resta inalterata fino a quando Peschiera passa ai Francesi, dopo la caduta della Repubblica di Venezia. Negli anni della dominazione francese (1801-1814) inizia un nuovo ruolo difensivo della Fortezza di Peschiera: nasce il progetto per costruire un sistema di forti isolati nella campagna su posizioni dominanti che avviluppino la città a corona. Il progetto riesce ad essere attuato solo in parte e ancora oggi restano, come testimonianza dei forti napoleonici: Forte Salvi vecchio verso Brescia, Forte Mandella vecchio verso Verona. Nel 1815 Peschiera passa nelle mani degli austriaci e i genieri dell’esercito di occupazione si impegnano al completamento delle opere iniziate dai francesi. Dal 1849 al 1864 gli austriaci costruirono a Peschiera ben 14 forti esterni, alcuni dei quali ancora conservati, che componevano il “campo trincerato a forti distaccati”, voluto da Radetzky. A sud della fortezza si erge Forte Ardietti, capolavoro architettonico del “Quadrilatero asburgico”, edificato dal 1853 al 1861. Peschiera fu scenario della storia dalla Prima alla Quarta guerra d’Indipendenza. Durante la prima guerra d’Indipendenza le cinque divisioni guidate da Carlo Alberto segnarono l’inizio dell’unità nazionale. Carlo Alberto sarà acclamato dai suoi soldati Re d’Italia il 30 maggio 1848 in seguito alla resa della “Piazzaforte asburgica” più importante del leggendario Quadrilatero. I piemontesi la restituiscono nuovamente agli austriaci in forza dell’armistizio di Salasco del 9 agosto 1848. La costruzione della ferrovia nel 1854 determina la successiva urbanizzazione di Peschiera contenuta tra i binari e lungo il lago: sempre gli austriaci costruiscono il ponte ferroviario sul Mincio come opera militare, con i binari posti al livello superiore e la strada carrabile ed i camminamenti di controllo ad un livello inferiore (ex Setteponti distrutti con bombardamento aereo americano nel 1944). Dopo il 1866, sotto il Regno d’Italia, l’importanza strategica militare di Peschiera del Garda comincia a decadere ed ha inizio la demolizione di molte delle opere costruite: oggi si conservano 7 dei 15 forti originari.

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