10 Settembre 2009 alle 16:34

Torre di Calafuria

di Alessio1301 (Livorno, Toscana. Castelli e Fortificazioni. Categoria D)

Livorno - Torre di Calafuria


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Risultato voto a scrutinio: 26.74 (Scrutinio: 184°; Totale: 2312°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 14/25 (56%); 2° = 16/23 (70%); 3° = 19/45 (42%); 4° = no;

Tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, la difesa della città di Livorno era affidata al possente sistema di fortificazioni realizzate intorno all’abitato (il Fosso Reale, la Fortezza Nuova e la Fortezza Vecchia) e ad una serie di torri d’avvistamento e avamposti militari posti lungo la costa e nell’entroterra. Procedendo da nord a sud si trovavano infatti le torri di Porto Pisano (come quella del Magnale), la Torre del Marzocco, quella del Mulinaccio presso il Lazzaretto di San Rocco, il Forte dei Cavalleggeri (dove oggi si apre la Terrazza Mascagni), la Torre di Ardenza (che fino alla seconda guerra mondiale si ergeva a margine della cosiddetta Rotonda), la Torre di Villa Conti, quella di Campo al Lupo (scomparsa) e di Montenero, il Castello di Antignano, ed infine, lungo nel breve tratto di costa de Il Romito, le torri del Maroccone (non più esistente), del Boccale, di Calafuria e di San Salvatore (attuale Castello Sonnino). La presenza di ben quattro torri nella zona del Il Romito è riconducibile alla natura particolarmente frastagliata del litorale: infatti da ogni torre era necessario poter scorgere quella adiacente in modo tale da trasmettere, per mezzo di fuochi, eventuali segnali di allerta fino alla città.

La Torre di Calafuria si inseriva quindi in un complesso sistema difensivo che da Livorno si spingeva lungo la costa meridionale della sua attuale provincia. La sua costruzione risale al XVI secolo ed in seguito, cessate le sue funzioni prettamente difensive, fu utilizzata dalla finanza per il controllo della costa. Per questo motivo fu inoltre restuarata all’inizio del Novecento con la ricostruzione della copertura e del ballatoio perimetrale alla sommità, mentre nei pressi fu realizzato il maestoso ponte ferroviario sulla gola di Calafuria.

Attualmente la torre ospita lo studio del pittore labronico Alberto Fremura.

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14 commenti a “Torre di Calafuria”

  1. virusd9 scrive:

    Bravissimo… splendida questa foto!

  2. gianni8 scrive:

    Bello l’effetto esposizione lunga sulle luci e sulle onde… bravo!

  3. Nedo scrive:

    La foto è davvero bella, però quella è la torre di Calafuria non del Marzocco.
    Ciao

  4. MP75 scrive:

    sono rimasto senza parole, bellissima.

  5. Federico Scaroni (Senior) scrive:

    In effetti credo sia Calafuria, ad ogni modo la foto è strepitosa!
    Complimentoni!!!

  6. Alessio1301 scrive:

    che errore imperdonabile… avete ragione è la Torre di Calafuria… chiedo alla redazione di cambiare il titolo della foto… Grazie…

    PS grazie x i complimenti :)

  7. kicka75 scrive:

    Belissima, veramente bella bella bella

  8. Luciano Salvati (Redazione) scrive:

    Corretto :)
    Ho eliminato anche la descrizione. Se vuoi inserirne un’altra, lascia un commento con la nuova descrizione e provvederemo ad inserirla ;)

  9. Alessio1301 scrive:

    Grazie, invio la Descrizione:

    Tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, la difesa della città di Livorno era affidata al possente sistema di fortificazioni realizzate intorno all’abitato (il Fosso Reale, la Fortezza Nuova e la Fortezza Vecchia) e ad una serie di torri d’avvistamento e avamposti militari posti lungo la costa e nell’entroterra. Procedendo da nord a sud si trovavano infatti le torri di Porto Pisano (come quella del Magnale), la Torre del Marzocco, quella del Mulinaccio presso il Lazzaretto di San Rocco, il Forte dei Cavalleggeri (dove oggi si apre la Terrazza Mascagni), la Torre di Ardenza (che fino alla seconda guerra mondiale si ergeva a margine della cosiddetta Rotonda), la Torre di Villa Conti, quella di Campo al Lupo (scomparsa) e di Montenero, il Castello di Antignano, ed infine, lungo nel breve tratto di costa de Il Romito, le torri del Maroccone (non più esistente), del Boccale, di Calafuria e di San Salvatore (attuale Castello Sonnino). La presenza di ben quattro torri nella zona del Il Romito è riconducibile alla natura particolarmente frastagliata del litorale: infatti da ogni torre era necessario poter scorgere quella adiacente in modo tale da trasmettere, per mezzo di fuochi, eventuali segnali di allerta fino alla città.

    La Torre di Calafuria si inseriva quindi in un complesso sistema difensivo che da Livorno si spingeva lungo la costa meridionale della sua attuale provincia. La sua costruzione risale al XVI secolo ed in seguito, cessate le sue funzioni prettamente difensive, fu utilizzata dalla finanza per il controllo della costa. Per questo motivo fu inoltre restuarata all’inizio del Novecento con la ricostruzione della copertura e del ballatoio perimetrale alla sommità, mentre nei pressi fu realizzato il maestoso ponte ferroviario sulla gola di Calafuria.

    Attualmente la torre ospita lo studio del pittore labronico Alberto Fremura.

  10. Luciano Salvati (Redazione) scrive:

    inserita ;)

  11. Pizzicastelle scrive:

    Ancora una foto molto bella e di grande effetto. Complimenti sinceri.

  12. Macmamauri (Senior) scrive:

    Bella la lunga esposizione: ottimo risultato!

  13. lau scrive:

    wow che meraviglia!

  14. Pia scrive:

    E’ bello ripassare nella tua galleria per ammirare queste splendide fotografie!!!

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