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Le Origini
Le origini di Amalfi sono ammantate di leggenda, fondata del divino Ercole forse, che la sua spiaggia scelse per seppellirvi l’amata Amalfi, la ninfa dagli occhi color di mare…
ma è certamente una favola, alla maniera classica, e furono piuttosto i pratici abitanti di Scala a fondarla nel VI sec…
Qualche tempo prima infatti una spedizione romana diretta a Costantinopoli venne spinta sugli scogli ragusani da una terribile tempesta. Da questi lidi, dopo lungo peregrinare, venne a stabilirsi dapprima nei pressi di Palinuro ove fondò Melphi poi, incalzati dai Vandali dopo la caduta di Roma (476) ripararono come profughi ad Eboli, mai rinunciando però al sogno di una terra tutta loro. Terra che dopo lunga ricerca individuano in Costiera Amalfitana, tra i monti, in posizione ben protetta e ricca d’acque, sulle alture della odierna Scala, ove fondano Cama…
In quegli anni sale al trono d’Oriente Giustiniano, dopo dura lotta il nuovo monarca strappa ai Barbari quasi tutti gli antichi possedimenti italiani, estendendovi il proprio protettorato. In questa atmosfera di relativa sicurezza gli Scalesi, o meglio i Camensi, circondati sul fronte interno dai Barbari, tentano la via del mare e della navigazione: fondano così Ravello, Atrani ed Amalfi (Amalphia)…
Amalfi Bizantina
Agli inizi del VI sec. calano in Italia le orde di Alboino.
Lungo quasi tutta la fascia costiera, nel Sud, a Roma e a Ravenna i Bizantini tengono, ma il resto dell’Italia cade in mano al Longobardo.
Amalfi poco più che “castrum”, un avamposto difensivo contro i Longobardi del Ducato di Benevento, Salerno e Capua, (così la definisce nel 596 papa Gregorio Magno in una lettera al vescovo di Amalfi) intraprende una certa attività mercantile autonoma verso i territori orientali…
L’avventura ha però vita breve, mortificata dal longobardo Sicardo che nell’839 espugna la città, la saccheggia e trae schiavi in Salerno gli abitanti. Ancora oggi a Salerno il luogo in cui furono deportati gli Amalfitani, il quartiere Le Fornelle nel centro storico, è identificato quale “Quartiere degli Amalfitani”, che quivi lasciarono una forte impronta nel dialetto ed in certe usanze degli abitanti…
Nascita della Repubblica Marinara
Morto Sicario, dissidi sorti tra i principi eredi, dopo aspri scontri finiscono per dividere il Ducato tra Salerno e Benevento (e Capua). Eletto signore di Salerno Siconolfo, che ha vinto grazie all’apporto degli Amalfitani, restituisce loro la libertà e tutto il maltolto…
La triste esperienza convince i paesi da Cetara a Positano ad unirsi: nasce nel Dicembre 839 la libera Repubblica Amalfitana…
Stato indipendente dall’839 al 1137, la Repubblica (Marinara) di Amalfi riunisce sotto “lo scudo d’argento bandato di rosso” un ampio territorio compreso tra Lettere, Stabia e Tramonti/Chiunzi sul versante interno, Cetara e Positano lungo la costa, l’isola di Capri e tutta la zona di mare prospiciente, identificando Amalfitani tutti coloro che entro questi confini vengono a trovarsi.
All’unisono nelle relazioni politiche e militari, nei rapporti interni ogni “universitas” (città) mantiene il proprio nome ed un’ampia autonomia amministrativa, ma anche un ruolo specifico a servizio delle consociate. Così, ferma restante l’attività produttiva e mercantile che ogni centro autonomamente conduce: Amalfi funge da sede dell’Arcivescovado e del Governo centrale, al cui vertice si succedono negli anni Prefetti, Comiti, Giudici, finchè Mastalo II nel 954 instaura il Ducato ereditario; Atrani, insieme ad Amalfi unica “civis” del territorio, è residenza della nobiltà cittadina e, nella Chiesa di S. Salvatore de Birecto, luogo d’investitura dei Duchi; Minori, centro produttivo e commerciale, è sede di Arsenali suppletivi, di vescovado e residenza privilegiata di molti Duchi; Maiori, cuore commerciale dell’intero Ducato, è sede degli Arsenali Maggiori, dell’Ammiragliato, delle Dogane e del Fondaco del Sale; Scala sede delle più antiche e nobili famiglie del Ducato, fungeva da acropoli, dotata di proprio vescovado; Ravello ricchissimo centro commerciale (possedeva una fornita flotta nei centri orientali del Ducato) è sede di nobilissime famiglie, estranee però al governo comunitario, l’opposizione diremmo oggi; per finire, Conca dei Marini e Praiano centri commerciali forniti di attrezzata flotta e scali marittimi; Positano anch’esso ricchissimo centro commerciale, sede della Scuola Nautica…
Il Ducato di Amalfi
In meno di due secoli il Ducato Amalfitano diviene la maggiore potenza commerciale e militare dell’alto Tirreno, ed Amalfi “la più prospera, nobile ed illustre città della Longobardia” come ebbe a dire il viaggiatore arabo Ibn Havcal nel 977, importantissimo centro cosmopolita ove secondo Guglielmo di Puglia (fine XI sec.) “…abitavano i migliori navigatori del tempo ed in cui giungevano mercanti provenienti da tutte le parti del mondo allora conosciuto…”. Alla base delle sue fortune il legname di cui all’epoca erano ricchissime le montagne costiere…
Materia prima per la costruzione dei mercantili, il legname ad un tempo costituiva preziosissima merce di scambio con i paesi arabi ed africani, artigiani e navigatori eccellenti ma perennemente affamati di legno che le scarne risorse forestali africane non erano in grado di soddisfare. Le navi amalfitane cariche di legna partivano alla volta dell’Africa Settentrionale ove scambiavano la loro merce con l’oro proveniente dalle miniere poste nel cuore dell’Africa. Ripartiti, sulle coste Siriaco-palestinesi e dell’Asia Minore cambiavano l’oro con pietre preziose, avorio, manufatti di oreficeria, spezie, sete e stoffe preziose che poi riportavano in patria e a Roma, Ravenna, Pavia e nelle maggiori città italiane. Desiderio, abate di Montecassino (futuro papa Gregorio VII) ad Amalfi si fornisce delle preziose stoffe da recare in dono all’imperatore Enrico IV…
FONTE: www.amalfitouristoffice.it/
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