20 Settembre 2009 alle 13:10

lo strapiombo di villa Cimbrone a Ravello

di gianniB (Ravello, Campania. Panorami. Categoria A)

Ravello - lo strapiombo di villa Cimbrone a Ravello


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Il turista o il visitatore, avvolto dall’incanto e dalla ammaliante suggestione di Villa Cimbrone, non può ignorare che Ravello, con la sua singolare bellezza tuttora ancora incontaminata, ha respirato un nobilissimo e ricchissimo spessore storico riguardante le sue origini. Pur nella ristrettezza delle fonti disponibili e di carattere rigorosamente storico, rimane valida l’acquisita e fondata tradizione che fa risalire l’origine di Ravello a partire dai secoli IV e V, quasi in concomitanza con il dissolvimento dell’Impero Romano d’occidente. Nutriti gruppi di nobili e patrizi romani, anche per scansare l’urto devastante dei barbari, dopo varie tappe nell’Italia Meridionale, effettuarono stabili e sicuri insediamenti sui colli su cui oggi ammiriamo le cittadine di Scala e Ravello. Le colonie romane vitalizzarono questi luoghi innestandovi il patrimonio della loro civiltà di provenienza: costumi, arte, laboriosità, fervore di crescita socio-politica, iniziative commerciali, ecc. Le ricche vicende storiche di Ravello furono in seguito intimamente collegate con le sorti, la fortuna e il declino poi, della gloriosa Repubblica Amalfitana. Villa Cimbrone deve il suo fascino oltre alla struggente bellezza dei luoghi anche agli storici ricordi della vita culturale di cui è stata cenacolo. Punto d’incontro fra gli inglesi della Costiera e il famoso circolo londinese di Bloomsbury, ha ospitato sovrani e nomi illustri dell’arte, della scienza,della politica. Fra questi vogliamo citarne alcuni quali Forster, Strachey, Keynes, Moore, Russel, Elliot, Crick, Piaget, Virginia Woolf, D.H. Lawrence, i Duchi di Kent, Churchill, oltre ad aver protetto la celebre fuga d’amore di Greta Garbo con Leopold Stokowsky.
E’ stata ed è sede di importanti convegni scientifici e medici di livello internazionale. Le sue sale affrescate e le splendide camere, da qualche anno è un rinomato hotel, continuano ad ospitare personaggi illustri alla ricerca di un luogo esclusivo e di tanta tranquillità. La particolare suggestione del luogo, il servizio raffinato, la cortesia, anche per la gestione curata direttamente dai proprie”, daranno all’ospite la sensazione di vivere una dimensione unica.
Negli splendidi giardini o nelle sale con i caldi camini in pietra, si possono organizzare, in una particolare atmosfera, riunioni ad alto livello, convegni, cerimonie. Notizie attendibili della Villa Cimbrone, si hanno intorno al XI secolo e si fondono con quelle del periodo d’oro di Ravello. Essa trae le origini del suo nome, dal costone roccioso su cui insiste, facente parte anticamente, di un vasto podere di oltre otto ettari denominato “Cimbronium”. Villa patrizia, appartenne alla nobile Famiglia degli Acconciajoco poi, successivamente ai Fusco, ricchissimo ed influente casato, imparentati con i Pitti di Firenze e i D’Angiò di Napoli. Quasi nulle e confuse le notizie intorno al ‘600, qualcuno ipotizza che la Villa fosse divenuta parte integrante del vicino Monastero di S. Chiara (XIII sec.), da qui lo stemma pontificio del Cardinale della Rovere posto sulla sommità dell’antico portale all’ingresso. (Esisteva, in questi paraggi, una chiesa, di proprietà dei Fusco denominata S. Angelo “De Cimbrone” -1291-).
Alla fine dell’800, un’illustre e colto cittadino inglese, Ernest William Beckett, poi.Lord Grimthorpe,..facente parte di quella schiera di intellettuali esteti dei “gran tour”, viaggiatori alla continua ricerca delle radici della storia e della cultura occidentale, se ne innamorò perdutamente e, nel 1904 la comprò dai Signori Amici di Atrani a cui era pervenuta in eredità nella seconda metà dell’800.Stimolato dalla intensa felicità che questo posto gli provocava, decise di farlo rivivere e di fame uno stupendo gioiello, “il luogo più bello del mondo”. Fu coadiuvato appieno nella realizzazione del suo sogno, da un ravellese conosciuto in Inghilterra a cui affidò l’esecuzione dei lavori, Nicola Mansi, personaggio dalla personalità eclettica e fantasiosa e dalle notevoli capacità inventive, che seppe sempre assecondare i desideri e le proposte dell’illuminato suo committente, viaggiatore di grande esperienza e attento collezionista di opere d’arte.

Il giardino, già decantato nell’800 dal Gregorovius nelle sue note di viaggio come “incomparabile, ove crescevano i più bei fiori immaginabili, provenienti da innumerevoli piante del Sud …”, venne in parte ridisegnato ed arricchito di innumerevoli e pregevoli elementi decorativi, tempietti, padiglioni, statue bronzee e in pietra, ecc., mentre per la scelta delle essenze arboree da posizionare e per le varie colture delle aiuole, il Lord, si avvalse di un botanico francese. Da più recenti studi, si ritiene che, anche in considerazione dell’amicizia che la legava ad una figlia del Beckett, sia potuta intervenire nella progettazione del giardino, la botanica inglese Vita Sachville West, a sua volta amica e dichiarata ammiratrice della famosa esperta di giardinaggio, Gertrude Jekyll, di cui numerosi sono i libri conservati nella biblioteca privata della villa.

FONTE: www.villacimbrone.com/it/storia.php

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