| Contest | Foto | Partecipanti | Candidatura | Data Fine | Stato |
|---|---|---|---|---|---|
| Archeologia industriale | 303 | 83 | 6 Luglio 2010 | 7 Luglio 2010 | Non Ammessa |
L’idrovora, realizzata nei primi del ‘900, dopo la costruzione di una vasta rete di canali adducenti l’acqua di scolo proveniente dai lavori di prosciugamento delle aree paludose, per consentire agli abitanti dell’Isola di Ariano una esistenza migliore, avendo a disposizione ampi territori agricoli strappati alle paludi e agli acquitrini. Negli anni ’50, si evidenzia lentamente e progressivamente un pesante, inopinato e sconvolgente fenomeno territoriale: la subsidenza, conseguente all’estrazione di acqua metanifera dal sottosuolo. Il funzionamento dell’idrovora comincia a farsi difficoltoso, le alluvioni, pur non mettendo fuori uso l’impianto, mettono tuttavia in evidenza che qualcosa è cambiato nel panorama territoriale: il funzionamento prosegue fino alla fine degli anni ’60, quando purtroppo s’interrompe definitivamente. Divenuta, ora, Museo Regionale della Bonifica Delta Po Adige, conserva gelosamente i sui macchinari: il complesso ha nella sala macchine il suo cuore, ove sono ospitati i meccanismi principali per il sollevamento dell’acqua e comprende: quattro turbine, altrettante motrici a vapore, i relativi regolatori a contrappeso variabile oltre ad una quinta motrice che serviva a far funzionare un alternatore trifase per la trasmissione di forza a distanza e pompe di alimentazione per i generatori. Interessanti sono anche la sala caldaie dove veniva prodotto il vapore per l’ attivazione delle macchine, i magazzini ove si possono ammirare numerosi attrezzi per la manutenzione degli impianti ed infine la “ciminiera” alta 60 metri, collegata alla sala macchine per via sotterranea, che convogliava nell’atmosfera i gas prodotti dalla combustione del carbone.
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3 commenti a “Ex idrovora Cà Vendramin”
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Foto non ammessa - un’idrovora non viene considerata l’industria (nel contest sono ammesse solo le attività produttive, come le centrali idroelettriche e le fabbriche)
Strano perché avevo notato che nel Contest era stata ammessa una foto con lo stesso soggetto:
http://rete.comuni-italiani.it/foto/contest/9477/view
Cà Vendramin è considerata uno dei massimi esempi di archeologia industriale in Polesine, per info:
http://www.smppolesine.it/cavendramin/pagine/home.php
http://www.fotostorica.it/Pagine/FTST/dossiers/29-30.htm
http://www.pianificazione.provincia.rovigo.it/nqcontent.cfm?a_id=1117&tt=ptcp&savefile=1930&docfield=doc
http://www.podistitagliolesi.it/Pagine%20secondarie/Ca%20Vendramin.htm
http://www.tron.vi.it/ScuoleInRete/sentierididattici.nsf/7dea28c5ccc90d42c1256b56004b697a/F615130F62B8987FC12573BF005DB760?OpenDocument
… La produzione delle idrovore si poteva misurare dai benefici che traevano gli abitanti delle terre soggette alle opera di bonifica: i contadini che avevano più campi da coltivare aumentavano la loro produzione agricola, così il Consorzio si finanziava mediate i loro contributi e tutta la popolazione del Delta del Po poteva godere di un ambiente più salubre… Se il criterio della produzione è l’unica discriminante allora non si dovevano ammettere al contest neanche le fotografie di magazzini e uffici che producevano dei servizi come gli impianti idrovori?