| Contest | Foto | Partecipanti | Candidatura | Data Fine | Stato |
|---|---|---|---|---|---|
| Rovine Archeologiche | 541 | 99 | 2 Settembre 2010 | 5 Settembre 2010 | 2.58 (505°) |
Sicilia
Rinvenute sei monete con scritta in greco raffiguranti la divinità
Per il mondo scientifico, la notizia è di quelle sensazionali ed è stato scelto un convegno per darne divulgazione.
A San Fratello è stata finalmente individuata la sede della città di Apollonia.
Ben sei monete con la scritta in greco e raffiguranti il dio Apollo che suona le lira nel diritto e nel rovescio la dea Artemide con testa di dama, sono state rinvenute durante l’ultima campagna di scavi effettuata sotto la direzione della Soprintendenza ai beni archeologici della Provincia di Messina.
Si sono dati appuntamento a San Fratello tutti i principali rappresentanti del settore culturale appartenenti alle Università peloritana e palermitana ed i tecnici ed esperti per comunicare i risultati.
L’occasione è stata la presentazione di una ricca opera dal titolo “Apollonia indagini archeologiche sul Monte Vecchio” curata dalla professoressa Carmela Bonanno della Soprintendenza archeologica di Enna.
È chiaro che le monete in bronzo ed argento sono di inestimabile valore e fanno parte di un consistente gruppo di ben duecento di varia datazione.
Quelle di Apollonia venivano coniate sul posto mentre le altre rinvenute durante lo scavo sono databili da V secolo a C. con una netta concentrazione corrispondente all’età agatoclea e soprattutto agli anni della seconda guerra punica. La zecca delle monete rinvenute è Siracusa seguita dai Mamertini, così come una discreta presenza, spiegabile con la contiguità dei rispettivi territori, è costituita dagli esemplari di: Caleacte, Haluntium, Halaesa, Tauromenium, Catana, Centuripae, Leontinoi ed alcune emissioni siculo-puniche.
Inoltre sono state rinvenute tre esemplari di Rhegion, ed uno di Locroi.
Sono state anche rinvenute monete del periodo di Ruggero II, Guglielmo primo, Guglielmo secondo, Tancredi, Enrico sesto e Federico II il Semplice. Erano in tanti a sollecitare la campagna di scavi ma solo negli anni 2003-2005.
Ciò è stato possibile grazie ad un finanziamento del Por Sicilia ed all’indagine aerofotogrammetrica eseguita negli anni precedenti, in occasione della redazione del piano di fabbricazione del centro montato con fondi del comune di San Fratello.
Come non riconoscente la validità di coloro che negli anni hanno intuito provvedendo all’esproprio del territorio oggetto degli scavi ed alla relativa recinzione.
Infatti subito dopo queste operazioni diversi sono stati i tombaroli che fermati durante campagne di scavi clandestini hanno consentito con i relativi sequestri ad incanalare nei giusti indicatori i progetti e quindi i necessari finanziamenti.
A tutto ciò bisogna riconoscere il grande merito delle laboriose popolazioni sanfratellane che nei secoli sia per la venerazione del luogo sacro dominato dal santuario Normanno dei Santi Patroni Alfio, Filadelfio e Cirino, sia per la cultura e la memoria collettiva hanno fatto di questo luogo uno scrigno sino ai nostri giorni.
Gazzetta del Sud
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Tags: apollonia, archeologia, Messina e dintorni, s.fratello, Sicilia, turismo
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