12 Novembre 2010 alle 00:53

Le meraviglie della “Villa di Poppea”

di giovanna colecchia (Torre Annunziata, Campania. Categoria C)

Torre Annunziata - Le meraviglie della "Villa di Poppea"


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Alla Scoperta di Torre Annunziata 53 7 11 Settembre 2010 31 Ottobre 2010 29.25 (27°)

La villa di Poppea, esempio di abitazione principesca di gran lusso di età romana, era.inserita in un’area territoriale, che anticamente rientrava nel suburbio pompeiano, nota col nome di Oplontis.
L’edificio costituisce la presenza archeologica più importante tra quelle rinvenute nel territorio della moderna Torre Annunziata, soprattutto per la presenza delle decorazioni pittoriche che ne adornano le pareti e per le sculture in marmo che, nei giardini, erano inserite in un ambiente naturale non meno curato delle parti strutturali e decorative.
Il nucleo principale della villa, risalente alla metà del I secolo a.C. è costituito dall’atrio, dall’antistante viridario e da un ampio salone con colonne: l’accesso, in antico, si trovava dalla parte opposta rispetto ad oggi. Altri diversi ambienti trovano posto nella zona contigua: un piccolo cubiculum, un triclinio, una sala di soggiorno e, nelle immediate vicinanze, la cucina ed alcuni ambienti termali.
A nord dell’atrio si apre un grande giardino, su cui si aprono due porticati simmetrici, al centro dei quali vi è il salone con colonne, in linea con l’atrio.
Ad est di quest’ultimo il nucleo più antico della villa è completato, nella parte sud, da un ambiente di soggiorno, e, nelle vicinanze, da un ampio quartiere servile, con giardino interno e fontana. Sul lato nord, rispetto a tale peristilio, vi è la latrina, mentre a sud-est si apre un altro giardino porticato, di dimensioni ridotte rispetto al giardino nord, e situato in posizione maggiormente appartata.
Un lungo corridoio, con due file di panche lungo i muri, collega la parte più antica a quella più recente, costruita in età claudio-neroniana e incentrata sulla grande piscina, sulla quale si affaccia una fila di ambienti, alcuni dei quali costituiti da giardini interni scoperti, le cui pareti sono riccamente decorati con pitture da giardino.
A nord dell’atrio si apre un grande giardino, su cui si aprono due porticati simmetrici, al centro dei quali vi è il salone con colonne, in linea con l’atrio.
La pianta della villa è molto complessa e ancora oggi non ancora redatta con certezza in quanto non esplorata totalmente e viene convenzionalmente divisa in quattro parti: una zona nord, sud, ovest e est. Nella parte nord è presente un ampio giardino nel quale sono state rinvenute diverse sculture in marmo ed è stato possibile ricostruire i calchi delle radici di grandi alberi, ossia degli ulivi anche se fino a poco tempo fa si credeva potessero essere o dei melograni o degli oleandri. Nella zona sud invece si trova un altro giardino circondato da un colonnato sui tre lati: sono stati oggi piantati alberi di alloro, che si pensa fossero anche presenti al momento dell’eruzione.
Nella parte ovest è presente l’atrio con un compluvium che raccoglieva l’acqua piovana nell’impluvium: le decorazioni della sala sono in secondo stile ed è molto utilizzata la tecnica del trompe l’oeil per raffigurare ambientazioni architettoniche e colonnati. La cucina presenta un banco in muratura con un ripiano sovrastante adibito a piano cottura, mentre nella parte sottostante piccoli vani con forma a semicerchio probabilmente contenevano legna da ardere; una vasca era probabilmente utilizzata per lo scarico di liquidi. Il triclinium, nella zona in cui si trovava probabilmente la mensa, è adornato con un mosaico con figure romboidali mentre nel resto della sala si riscontrano affreschi in secondo stile raffiguranti colonne dorate decorate con rampicanti: tra le decorazioni, una graziosa natura morta rappresentante un cestino con fichi. Seguono due saloni: uno aperto verso il mare con un’unica parete affrescata con rappresentazioni di un santuario di Apollo, pavoni e maschere teatrali, mentre nel secondo salone, più grande, sono rappresentati un cestino di frutta coperto da un velo semitrasparente, una coppa di vetro contenente melograni, una torta poggiata su un supporto e una maschera teatrale. La villa era dotata anche di un quartiere termale: il calidarium ha pareti affrescate in terzo stile, dove l’opera principale è il mito di Ercole nel giardino dell’Esperidi; gli affreschi del tiepidarium sono a fondo nero o rosso scuro, secondo quanto indicato dal quarto stile pompeiano. Nella zona ovest è inoltre presente un cubicolo dove è stato possibile ottenere i calchi della porta in legno e della finestra ed un piccolo peristilio le cui pareti sono decorate con fasce grigie e nere e dove è presente il larario decorato in quarto stile e con la trave di sostegno originale posta sopra la nicchia seppur carbonizzata.
Nella parte est della villa sono presenti due sale poste in modo speculare una all’altra: nella prima non ci sono dipinti ma solo una zoccolatura in marmo ed una pavimentazione incompleta con alcune piastrelle in marmo, segno che la villa era in ristrutturazione; la seconda sala presenta decorazioni in quarto stile. Segue una sala priva di affreschi con le pareti in bianco, rosso, giallo e nero riservata agli ospiti, un piccolo viridario con decorazioni in secondo stile raffiguranti piante, fontane ed uccelli e due saloni speculari: il primo che presenta una nicchia semicircolare nella quale era alloggiata una scultura mentre il secondo è identico al precedente con la presenza di marmi alle pareti. Nella villa è infine presente una grande piscina di 61 metri di lunghezza e 17 di larghezza, pavimentata in cocciopesto e risultava adornata ai bordi con statue di marmo, copie di epoca romana di originali greci: attorno sorgeva un prato con platani, oleandri e limoni.

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