| Contest | Foto | Partecipanti | Candidatura | Data Fine | Stato |
|---|---|---|---|---|---|
| Archeologia industriale | 303 | 83 | 22 Giugno 2010 | 7 Luglio 2010 | Non Ammessa |
Antico e prestigioso tornio costruito in Francia nel 1862 che giace semi abbandonato nell’area dove una volta sorgevano le Officine Meccaniche Cecchetti a Civitanova Marche. L’area è oggetto di una lottizzazione ed il tornio, acquistato diversi anni fa dal Comune di Civitanova Marche con la promessa di un’adeguata sistemazione e valorizzazione, è ormai ridotto ad uno stato pietoso, sia per la prolungta esposizione alle intemperie, sia per i continui spostamenti con mezzi meccanici dovuti alle necessita edili del cantiere.
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4 commenti a “Il tornio delle Sale Montate del 1862 delle ex Officine Meccaniche A. Cecchetti”
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Qui il soggetto è il tornio , non si vede l’edificio , come da Regolamento :
4.L’edificio nella foto dev’essere il protagonista principale, NON in secondo piano
Dispiace ma la tua foto non è ammessa al contest .
Sono assai sorpreso della vostra concezione assai riduttiva del temine Archeologia Industriale, oltre al fatto che non avete letto o ben capito la descrizione del manufatto da me ripreso. Se l’aveste fatto, infatti, avreste capito che le antiche Officine Meccaniche Adriano Cecchetti, la più antica realtà industriale di Civitanova Marche, che ha lavorato per l’industria bellica nella prima e seconda guerra mondiale, oltre che per le Ferrovie delle Stato, non esiste più e tutti i suoi edifici sono stati completamente rasi al suolo per far posto ad un’area di palazzine abitative e parcheggi. Il Comune di CIvitanova Marche ha acquistato dall’ultimo proprietario dello stabilimento, poco prima della cessazione dell’attività, questo tornio con il preciso impegno di realizzare un museo dedicato alle Officine Cecchetti, ma, a distanza di 14 anni ancora non si è visto nulla, tranne il degrado di questo importante manufatto. Debbo, inoltre, rimarcare che il concetto di Archeologia Industriale, come dice il secondo termine, non può essere esclusivamente riferito ad un edificio, ma anche e soprattutto ai macchinari che esso conteneva e che costituivano il principale significato dello stabilimento stesso. Un contenitore vuoto, infatti, non ha mai prodotto nulla, ma un macchinario si ed indipendentemente da questo o quell’edificio. Invece voi vi basate solo sulla terminologia classica di Archeologia che vede solo o principalmente negli edifici il suo significato, tralasciando completamente il termine Industriale che, invece, rappresenta la vera essenza produttiva.
Il punto 4 da voi citato del vostro regolamento rappresenta un contrasto stridente con il termine Archeologia Industriale e, se ritenente di non dover mutare il vostro giudizio, abbiate almeno la correttezza di specificare che per voi Archeologia Industriale significa essenzialmente edifici che contenevano macchinari atti alla produzione di beni materiali, indipendentemente dal fatto che contengano o non contengano ancora i macchinari originali.
Da Wikipedia riprendo la descrizione del termine Archeologia Industriale:
“L’archeologia industriale è un metodo interdisciplinare che studia tutte le testimonianze, materiali e immateriali, appositamente create al fine di attuare processi industriali od originatesi a causa di questi, al fine di approfondire la conoscenza della storia del passato e del presente industriale.
Le testimonianze attraverso cui l’archeologia industriale può giungere a questa conoscenza sono i luoghi dei processi produttivi, le tracce archeologiche causate da questi, i mezzi e i macchinari attraverso cui questi processi si sono attuati, i prodotti di questi processi, tutti le fonti scritte a loro inerenti, le fonti orali e i paesaggi segnati da questi processi e perciò detti paesaggi industriali.
Il periodo studiato dall’archeologia industriale è quello che va dalla seconda metà del Settecento ai giorni nostri, e più precisamente quello della rivoluzione industriale; tuttavia, questa disciplina prende in considerazione anche talune forme d’industria sviluppatesi prima di questo intervallo di tempo, e cioè le attività preindustriali e protoindustriali.”
Quindi sono ” … i luoghi dei processi produttivi, le tracce archeologiche causate da questi, i mezzi e i macchinari …”. Luoghi, le tracce di questi, i mezzi e i macchinari. Come questo tornio, abbandonato nell’area dove un tempo esistevano gli edifici delle officine.
Ritengo che la finalità di questo vostro concorso debba essere anche quella di sollecitare interventi conservativi e valorizzativi di tutto questo immenso patrimonio che, invece, l’incuria delle amministrazioni locali e/o centrali sta lentamente ed inesorabilmente distruggendo.
Inoltre, in un altro sito, leggo questa ulteriore definizione di Archeologia Industriale:
“In sintesi possiamo affermare che l’archeologia industriale studia le innovazioni tecnologiche del passato: macchine, processi produttivi, edifici, infrastrutture, ma anche documenti ed archivi di impresa, formulando un giudizio, non tanto sull’estetica e sulla bellezza dell’opera, quanto piuttosto sulla sua funzionalità e rilevanza economica. La fabbrica, la macchina, gli oggetti ed i documenti vanno esplorati, in quanto parte di un sistema che ha determinato storicamente, socialmente ed economicamente il territorio ed ha modificato lo stesso paesaggio, che perduta la qualifica di naturale, assume appunto quella di industriale.”
Fonte: http://www.instoria.it/home/archeologia_industriale.htm