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Foto Acquapendente:
2012, 2009, 2008
Castello di Torre Alfina

Acquapendente è situato nel Lazio, ai confini con la Toscana e l'Umbria, in Provincia di Viterbo. Il 28 agosto si festeggia il Patrono, Sant'Ermete. Tra gli edifici religiosi: Cattedrale del San Sepolcro; Chiesa di Santa Maria. Da Vedere: Palazzo Viscontini (XVI secolo); Palazzo Benci-Caterini; Palazzo Piccioni.

Confina con i comuni di: San Casciano dei Bagni, Sorano, Castel Viscardo, Allerona, Castel Giorgio, Onano, Proceno, San Lorenzo Nuovo e Grotte di Castro.

Indice

Dove Mangiare

  • Ristorante Il Borgo, Via Porta S. Angelo, 3
  • Ristorante La Briciola, Via Gramsci, 7
  • Ristorante La Dogana, Via Cassia, km. 141
  • Ristorante Nuovo Castello, Via Vincenzo Cardarelli, 6 (Torre Alfina)
  • Osteria La Quintaluna, Via Grotte d'Ambrogio, 1

Da Vedere

In Piazza Girolamo Fabrixi si innalza il Palazzo Comunale, nei pressi del quale si innalza il Palazzo Benci-Catenini.

Tra Piazza Girolamo Fabrixi e Piazza Oberdan è collocato il Palazzo Piccioni.

Lungo la Via Cassia, nelle vicinanze dell'ingresso sud del paese, si incontra la Torre Julia De Jacopo.

Biblioteche

  • Biblioteca Comunale, Via Cantorrivo, 13
  • Biblioteca dell'ex Seminario vescovile, Via Roma, 85

Volontariato, Onlus e Associazioni

  • Acquapendente Onlus, Via Maria Grazia Cutuli,7/9
  • Associazione Orchidea Onlus, Via S.Maria Maddalena, 2/B

Bibliografia

  • Acquapendente nella repubblica romana (1798/99), Roberta Cioli, Comune di Acquapendente (2000)
  • Acquapendente, G. Lise (1971)
  • Il festone di Acquapendente. Storia, folclore, religiosità, Emilio Bandiera, Ed. Annulli, collana "Tuscia. Storia e tradizioni" (2005)

Memorie Storiche

Nel Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica (1840) così viene descritto il comune:

ACQUAPENDENTE (Aquapenden). Città dello Stato Pontificio nel territorio d'Orvieto, con residenza di un vescovo. Acquapendente ha nome dalla sua posizione sul pendio di una montagna silvestre, donde cadono, offerendo bellissimo punto di vista, le acque d'un piccolo torrente. Fece già parte dei domina della limitrofe Toscana: insieme a Preceno ed a s. Lorenzo, fu data in vicariato al padre di Francesco Sforza che per molto tempo la possedè pacificamente insieme ai suoi figliuoli: possessione confermata da Eugenio IV nel 1443 coll'annuo censo di fiorini novecento. Francesco la rese al detto Pontefice, che la incorporo allo stato Orvietano. II palazzo degli Sforza in Acquapendente rimase alla famiglia sino al 1616, in cui il duca Alessandro lo cedette alla comunità per fabbricarvi od adattarvi un nuovo convento di Francescani osservanti, ch'è quello di oggidi. Ai medesimi religiosi alcuni anni dopo fu ceduta ancora dal duca Mario II, figlio di Alessandro, la vicina chiesa di san Giovanni, che per concessione di Paolo IV, del 1555, era juspatronato degli Sforzeschi: in riconoscenza de' quali beneficii la comunita d'Acquapendente accordo una generale franchigia a tutte le robe di essa e dei suoi vassalli. Il Papa Innocenzo X, Pamfili, romano, nel 1649 dichiarolla città e la eresse in vescovato in luogo di Castro, che fece distruggere ed unire alla sovranità della Santa Sede (V. Costituzione In supremo, 13 settembre 1649, che si legge nel tomo VI del Bollario Romano). La rendita di questo vescovato è di mille scudi, e la tassa camerale di cento trentatre fiorini; la cattedrale ha due dignità con ottanta scudi di rendita e nove canonici. La città conta quattromila abitanti e tutta la diocesi altri quattromila, in quattro terre. Nel passato secolo Acquapendente soggiacque a rovinoso terremoto; essa fu patria di Girolamo Fabrici medico rinomato del secolo XVI, e abitò in essa qualche tempo lo scrittore Gregorio Leti milanese che diede alla luce oltre a cento volumi di opere piene di menzogne, d'inesattezze, e d'inezie.