losnaman ha scritto:Questo agevolerebbe non poco la seconda parte dell' eventuale lavoro, cioè quello di indurre chi di dovere ad intervenire dove necessario e dove possibile.
Un esempio verosimile potrebbe essere questo:
1) - EDIFICI RELIGIOSI ABBANDONATI (chiesa e curie locali)
2) - EDIFICI DI CULTURA E SPETTACOLO ABBANDONATI (belle arti e regioni)
3) - EDIFICI STORICI ABBANDONATI DI QUALUNQUE TIPO (comuni, provincie, regioni)
4) - DETURPAMENTO AMBIENTALE E DELLE ZONE PROTETTE (turismo, enti locali, parchi naturali)
Ritengo che hai stilato questo elenco soprattutto ai fini pratici, e suppongo che tra parentesi tu abbia voluto indicare i soggetti competenti, ma secondo me è meglio cercare di delineare meglio la realtà italiana.
Vi sono alcuni edifici storici - ma anche altri beni culturali, persino aree a verde pubblico - di proprietà di enti pubblici (regioni, province, comuni, enti previdenziali, ecc.) e altri che sono solo in uso a questi soggetti in base a una concessione, ma sono di proprietà dello Stato. A volte le competenze in materia di manutenzione non sono neppure solo del Ministero dei Beni Culturali, ma anche di altri Ministeri, a seconda dell'eredità "storica".
Le spese di manutenzione o di restauro in genere sono a carico dello Stato, ma a volte vi contribuiscono anche gli Enti che li hanno in uso.
Vi sono poi edifici di valore storico-artistico di proprietà di privati che sono in genere vincolati, ovvero "sorvegliati speciali" dallo Stato, che a volte contribuisce alla loro manutenzione con appositi finanziamenti.
Vi sono poi i beni "ecclesiastici", in realtà non sempre di proprietà del Vaticano. Anche in questi casi, lo Stato può contribuire alla loro manutenzione e conservazione.
Occorrerebbe quindi, perchè un'azione di sensibilizzazione sia il più possibile mirata, che sia ben individuato chi è il soggetto proprietario e quindi responsabile della manutenzione del bene.
Inviterei quindi tutti coloro che aderiranno al progetto a non limitarsi a inviare le immagini, ma anche per quanto è possibile a informarsi e a informare, reperendo notizie sul bene, di carattere culturale e non solo. Magari, nello spirito del wiki, si può collaborare anche in questa ricerca di informazioni.
Più se ne sa, più si può forse incidere nella sconfortante realtà del nostro patrimonio comune.
Buon lavoro a tutti
