1. romeo su La natura sulla fede (San Pietro Infine) scrive:

    quando l’uomo perde la fede,
    e acquista benessere,non c’è per nessuno.
    l’inquadratura ha colpito nel segno.
    originale,fà pensare. +1.
    ciao .romeo.

  2. sasso angelo su La natura sulla fede (San Pietro Infine) scrive:

    veramente bella immagine. mi viene però da dire che quallo che alla natura si toglie, la natura si riprende (prima o poi). bella. votata.
    AS

    se ti va, passa a vedere le mie proposte…

  3. cricri su La natura sulla fede (San Pietro Infine) scrive:

    Ciao, una composizione particolare, che incuriosisce e cattura :) voto

  4. andmal1 su La natura sulla fede (San Pietro Infine) scrive:

    Il castello sorge sull’isolotto di tufo di Megaride (greco: Megaris), propaggine naturale del monte Echia, che era unito alla terraferma da un sottile istmo di roccia. Si ritiene che sia stato quello il punto d’approdo dei cumani che, giunti nel VII secolo a.C., avrebbero fondato il primo nucleo di Palepoli, la futura Napoli. I primi insediamenti risalgono dunque a quell’epoca. Nel I secolo a.C. Lucio Licinio Lucullo acquisì nella zona un fondo assai vasto (che secondo alcune ipotesi andava da Pizzofalcone fino a Pozzuoli) e sull’isola costruì una splendidissima villa, che tra gli altri lussi era dotata - oltre che di una ricchissima biblioteca - di allevamenti di murene, e impreziosita da novità agroalimentari come i peschi importati dalla Persia e i ciliegi fatti arrivare da Cerasunto.[1] La memoria di questa proprietà perdurò nel nome di Castellum Lucullanum che il sito mantenne fino all’età tardoromana.

    In tempi più oscuri per l’Impero - metà del V secolo - la villa venne fortificata da Valentiniano III e le toccò la sorte di ospitare il deposto ultimo Imperatore di Roma, Romolo Augusto, nel 476.[2]

    Già alla fine del V secolo sull’isolotto si insediarono monaci basiliani chiamati dalla Pannonia da una matrona Barbara con le reliquie dell’abate Severino. Allocati inizialmente in celle sparse (dette romitori basiliani), i monaci adottarono nel VII secolo la Regola benedettina e crearono un importante scriptorium (avendo probabilmente a disposizione anche quanto restava della biblioteca luculliana).

    PER CHI NON LO SAPESSE ERA UN LUOGO DI CULTO…………….

  5. Maurizio M. su La natura sulla fede (San Pietro Infine) scrive:

    Molto bello…. la rivincita della natura direi.+1
    un salutone.

  6. marsi su La natura sulla fede (San Pietro Infine) scrive:

    Ciao un voto di benvenuto.

  7. Alessio1301 su La natura sulla fede (San Pietro Infine) scrive:

    idea originale e realizzazione buona … votata … se ti va passa a vedere la mia torre del mangia… ti aspetto.Ciao.

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