Poche sono le notizie storiche su questa piccola fortezza. Sulla base dell’identificazione di Torre Selce con la Turris de Arcionibus si è voluto ricondurre la proprietà di questa torre alla famiglia Astalli. Da un atto del 1° novembre 1131 risulta infatti che un certo Grisottus de Baruntio, cognato di un Astallus, vendette al monastero di S. Gregorio la sesta parte della turris de Arcionibus. In un atto dell’Archivio di S. Maria Nuova del 4 gennaio 1140 risulta che la torre spettasse a Pietro di Astaldo de Colosseo, indicato come proprietario di una torre sull’ottavo miglio, plus minus, fuori porta San Giovanni (per notizie riguardanti la famiglia Astalli, si veda la scheda dedicata alla Villa dei Quintili).
Come abbiamo già evidenziato però, è tutt’altro che certa l’identificazione di Torre Selce con la Turris de de Arcionibus. In realtà la prima indubbia citazione di Torre Selce è in un documento del 1150 in cui l’imperatore Corrado III cedette la Turris de Sclaceis (evidente corruzione di silicis) ai monaci di S. Gregorio. Questi ultimi rimasero a lungo proprietari del luogo: ne sono conferma gli atti di papa Innocenzo IV (12 luglio 1243) e di Bonifacio VIII (17 giugno 1299).
La torre era circondata da un antemurale pure quadrato (che in origine doveva misurare 26,80 metri per lato), di cui rimangono alcuni tratti, composto di filari di blocchetti di selce alternati da fasce in scaglie marmoree bianche. Da notare il lato nord con fasce alternate di selci e marmi bianchi.
Il piccolo fortilizio doveva essere in contatto con Torre Morena e con Castel Borghetto, il Castello dei Savelli sulla via Anagnina di cui forse costituiva un avamposto in direzione di Roma. Tanto la torre quanto il recinto possono essere datati all’inizio del XIII secolo. Infatti un Fundus Maran[us] cum prato et turri, è ricordato in una bolla di papa Onorio III del 1216; d’altro canto, il rivestimento a blocchetti di peperino (tipicamente bassomedioevale) non ci consente di risalire troppo oltre nel tempo.
Ciao Cosimo La tua foto stà su fotografia reflex, colgo l’occasione per fare gli auguri a tutti perchè penso di non avere più tempo arriva Natale e devo lavorare tanto ” spero ”
Un saluto di cuore Adriano
grazie delle belle parole
Un augurio di festa per un felice Natale e un anno nuovo grande(angolo)
Adriano
Un augurio di un felice Natale e un grande anno nuovo a tutto il team
Adriano
Grazie Khicka dei tuoi commenti anche tu non sei da meno volevo augurarti un felice Natale
Grazie Attila contracambio gli auguri e nello stesso tempo auguro un felice Natale a tutti quanti
Potete spostare FC perchè postata doppia grazie
ciao marco non penso che questo sia un panorama è un giardino molto bello un saluto
ciao Spamkus penso che questa foto non sia in tema non è un panorama un saluto
Non proprio devi entrare da via Anagnina verso Ciampino presso via della Cavona non è facile trovarla ciao
Poche sono le notizie storiche su questa piccola fortezza. Sulla base dell’identificazione di Torre Selce con la Turris de Arcionibus si è voluto ricondurre la proprietà di questa torre alla famiglia Astalli. Da un atto del 1° novembre 1131 risulta infatti che un certo Grisottus de Baruntio, cognato di un Astallus, vendette al monastero di S. Gregorio la sesta parte della turris de Arcionibus. In un atto dell’Archivio di S. Maria Nuova del 4 gennaio 1140 risulta che la torre spettasse a Pietro di Astaldo de Colosseo, indicato come proprietario di una torre sull’ottavo miglio, plus minus, fuori porta San Giovanni (per notizie riguardanti la famiglia Astalli, si veda la scheda dedicata alla Villa dei Quintili).
Come abbiamo già evidenziato però, è tutt’altro che certa l’identificazione di Torre Selce con la Turris de de Arcionibus. In realtà la prima indubbia citazione di Torre Selce è in un documento del 1150 in cui l’imperatore Corrado III cedette la Turris de Sclaceis (evidente corruzione di silicis) ai monaci di S. Gregorio. Questi ultimi rimasero a lungo proprietari del luogo: ne sono conferma gli atti di papa Innocenzo IV (12 luglio 1243) e di Bonifacio VIII (17 giugno 1299).
La torre era circondata da un antemurale pure quadrato (che in origine doveva misurare 26,80 metri per lato), di cui rimangono alcuni tratti, composto di filari di blocchetti di selce alternati da fasce in scaglie marmoree bianche. Da notare il lato nord con fasce alternate di selci e marmi bianchi.
Il piccolo fortilizio doveva essere in contatto con Torre Morena e con Castel Borghetto, il Castello dei Savelli sulla via Anagnina di cui forse costituiva un avamposto in direzione di Roma. Tanto la torre quanto il recinto possono essere datati all’inizio del XIII secolo. Infatti un Fundus Maran[us] cum prato et turri, è ricordato in una bolla di papa Onorio III del 1216; d’altro canto, il rivestimento a blocchetti di peperino (tipicamente bassomedioevale) non ci consente di risalire troppo oltre nel tempo.
Ciao Cosimo La tua foto stà su fotografia reflex, colgo l’occasione per fare gli auguri a tutti perchè penso di non avere più tempo arriva Natale e devo lavorare tanto ” spero ”
Un saluto di cuore Adriano
scusami Kris il paese non è Norma ma Cisterna di Latina fatti cambiare comune ciao
Chiedo di metterla FC perchè postata doppia grazie
Potete modificare il titolo la parola sui in su i grazie
chiedo di mettere Fc questa foto perchè mi sono sbagliato ricanditerò quella giusta dopo grazie
Stupenda non aggiungo altro complimenti
grazie Diana anche a te e a tutti
Potete mettere FC questo scatto perchè giustamente i monti che si vedono non riesco a capire a che comune appartengono grazie
Una sola parola ” BELLA “