15 Dicembre 2009 alle 16:40

Cose belle in Via Appia Antica

di Adriano Di Benedetto (Roma, Lazio. Castelli e Fortificazioni. Categoria D)

Roma - Cose belle in Via Appia Antica


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3 commenti a “Cose belle in Via Appia Antica”

  1. maxboni scrive:

    sembrano i resti di un tempio Maia….mi piace molto!

  2. dous scrive:

    Bellissima!

  3. Adriano Di Benedetto scrive:

    Poche sono le notizie storiche su questa piccola fortezza. Sulla base dell’identificazione di Torre Selce con la Turris de Arcionibus si è voluto ricondurre la proprietà di questa torre alla famiglia Astalli. Da un atto del 1° novembre 1131 risulta infatti che un certo Grisottus de Baruntio, cognato di un Astallus, vendette al monastero di S. Gregorio la sesta parte della turris de Arcionibus. In un atto dell’Archivio di S. Maria Nuova del 4 gennaio 1140 risulta che la torre spettasse a Pietro di Astaldo de Colosseo, indicato come proprietario di una torre sull’ottavo miglio, plus minus, fuori porta San Giovanni (per notizie riguardanti la famiglia Astalli, si veda la scheda dedicata alla Villa dei Quintili).
    Come abbiamo già evidenziato però, è tutt’altro che certa l’identificazione di Torre Selce con la Turris de de Arcionibus. In realtà la prima indubbia citazione di Torre Selce è in un documento del 1150 in cui l’imperatore Corrado III cedette la Turris de Sclaceis (evidente corruzione di silicis) ai monaci di S. Gregorio. Questi ultimi rimasero a lungo proprietari del luogo: ne sono conferma gli atti di papa Innocenzo IV (12 luglio 1243) e di Bonifacio VIII (17 giugno 1299).

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