Ahhh ecco, non avevo ancora letto il commento a questa… infatti la veduta mi sembrava proprio quella dalla Torre Branca. Bello anche questo lato. Se è stata ieri, vedo che Milano è stata risparmiata dalla fitta nebbia che ha avvolto tutta la bassa pianura padana!
L’idea dell’ampiezza è data dalla parte centrale, di forma ellittica, e rende l’idea di una MIlano inconsueta, un po’ più solare di come siamo abituati a pensarla.Molto belli i colori che svariano dall’azzurro del cielo, al bianco delle case, al verde della vegetazione. Ottima l’idea di riprendere le strade, convergenti verso il centro della città, secondo una visione prospettica che dà profondità alla foto.
Non credo che la foto verrà messa F.C. perchè mi sembra un’ottima documentazione, appunto, di come, col cambiamento radicale prodotto dal riutilizzo dei castelli, dei palazzi e anche delle caserme, ci si trovi spesso di fronte a inconsuete operazioni di “richiamo” del pubblico, che magari è sollecitato proprio dal contrasto tra l’austerità del luogo e la”magia” del nuovo. A Bologna abbiamo avuto per molto tempo un dipinto (chiamiamolo così) di un S. Petronio monumentale, collocato sul portale della basilica di s. Petronio: non c’era nessun bisogno di deturpare in questo modo la chiesa, ma ce lo siamo dovuti tenere.Non rammaricarti, Franz, per la giapponesina che piange: il castello non sarà meno bello e ben documentato a causa di questa “trovata”.
Le bandiere sventolanti spezzano e sottolineano la verticalità della torre, ponendosi tra le arcate semicircolari del piano inferiore e la cima svettante nel cielo azzurro. L’albero, alla destra della torre, richiama, con le foglie rosse e verdi, i colori della patria bandiera. La foto esalta, in modo pieno e ricco, dal punto di vista stilistico, la maestosità della costruzione del Filarete.
Un notturno che si allunga per mostrare insieme il monte, l’acqua gelida e scura, le luci abbaglianti e un cielo che si indovina profondamente blu. Interessante e inconsueta la prospettiva, che mette in risalto il contrasto tra il bagliore della luce e l’oscurità densa e misteriosa della superficie dell’acqua.
Bene! Monteriggioni merita, e non è così facile da ritrarre come sembrerebbe. Mi piace l’alternarsi delle torri e degli alberi, che movimenta una cinta di mura che altrimenti, benché molto bella, spesso non è abbastanza valorizzata.
Cinque quinte di montagne, una valle irrigata da un fiume sinuoso, bianche case sparse sul pendio! Ci sono tutti gli ingredienti per una prospettiva che indica scatto preciso e ampia veduta, aperta su un orizzonte che si perde nel cielo di un azzurro pacato e ispirante serenità e quiete.
Sì… visto ora commento all’altra foto… merita di andarci fin lassù vero? Vedo anche che hai evitato accuratamente i riflessi
e non è facile da lì…
Ahhh ecco, non avevo ancora letto il commento a questa… infatti la veduta mi sembrava proprio quella dalla Torre Branca. Bello anche questo lato. Se è stata ieri, vedo che Milano è stata risparmiata dalla fitta nebbia che ha avvolto tutta la bassa pianura padana!
Fantastica! Ma sei salito sulla Torre Branca?
L’idea dell’ampiezza è data dalla parte centrale, di forma ellittica, e rende l’idea di una MIlano inconsueta, un po’ più solare di come siamo abituati a pensarla.Molto belli i colori che svariano dall’azzurro del cielo, al bianco delle case, al verde della vegetazione. Ottima l’idea di riprendere le strade, convergenti verso il centro della città, secondo una visione prospettica che dà profondità alla foto.
Bellissima l’ampia veduta prospettica!
Ah ecco una vista “del” e non “dal” nuovo palazzo della regione!!

MI sembra davvero ben riuscita
Hai avuto un’idea fantastica!!!!!!!!!!
Non credo che la foto verrà messa F.C. perchè mi sembra un’ottima documentazione, appunto, di come, col cambiamento radicale prodotto dal riutilizzo dei castelli, dei palazzi e anche delle caserme, ci si trovi spesso di fronte a inconsuete operazioni di “richiamo” del pubblico, che magari è sollecitato proprio dal contrasto tra l’austerità del luogo e la”magia” del nuovo. A Bologna abbiamo avuto per molto tempo un dipinto (chiamiamolo così) di un S. Petronio monumentale, collocato sul portale della basilica di s. Petronio: non c’era nessun bisogno di deturpare in questo modo la chiesa, ma ce lo siamo dovuti tenere.Non rammaricarti, Franz, per la giapponesina che piange: il castello non sarà meno bello e ben documentato a causa di questa “trovata”.
…ma se hai il dubbio che vada FC (come l’altra che avevi inviato tempo fa) perchè l’hai postata?
Le bandiere sventolanti spezzano e sottolineano la verticalità della torre, ponendosi tra le arcate semicircolari del piano inferiore e la cima svettante nel cielo azzurro. L’albero, alla destra della torre, richiama, con le foglie rosse e verdi, i colori della patria bandiera. La foto esalta, in modo pieno e ricco, dal punto di vista stilistico, la maestosità della costruzione del Filarete.
Una variante del classico Filarete, con un azzeccatissimo titolo!
Che spettacolo!
Luna piena e luci nel lago: magica!
bello specchio notturno
Stupendo notturno, complimenti!
Atmosfera molto suggestiva!
Un notturno che si allunga per mostrare insieme il monte, l’acqua gelida e scura, le luci abbaglianti e un cielo che si indovina profondamente blu. Interessante e inconsueta la prospettiva, che mette in risalto il contrasto tra il bagliore della luce e l’oscurità densa e misteriosa della superficie dell’acqua.
Bene! Monteriggioni merita, e non è così facile da ritrarre come sembrerebbe. Mi piace l’alternarsi delle torri e degli alberi, che movimenta una cinta di mura che altrimenti, benché molto bella, spesso non è abbastanza valorizzata.
Che belle tonalità
Cinque quinte di montagne, una valle irrigata da un fiume sinuoso, bianche case sparse sul pendio! Ci sono tutti gli ingredienti per una prospettiva che indica scatto preciso e ampia veduta, aperta su un orizzonte che si perde nel cielo di un azzurro pacato e ispirante serenità e quiete.