17 agosto 2012 alle 22:05

Piazza Michele Tripisciano ed il cupolone della Cattedrale Santa Maria La Nova

di Fiorenzo Dellutri (Caltanissetta, Sicilia. Piazze. Categoria C) - In Gara

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Visite: 126. Candidata il 14 agosto 2012 10:35

Risultato voto a scrutinio: 11.92 (Scrutinio: 916°; Totale: 7459°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 6/18 (33%); 2° = 12/19 (63%); 3° = no; 4° = no;

Michele Tripisciano è una delle maggiori figure artistiche nell’ambito della scultura siciliana a cavallo tra XIX e XX secolo. Nato a Caltanissetta il 13 luglio 1860, nell’abitazione del quartiere “Saccarella”, da Ferdinando Tripisciano, “quartararo”, e da Calogera Falci. Numerose sono le opere lasciate a Roma, città nella quale visse per un trentennio, tra le quali le statue in marmo dei giuristi romani Ortensio e Paolo nello scalone del Palazzaccio, cioè la sede della Corte di Cassazione, le opere scultoree per la chiesa di San Gioacchino e quelle in stucco per la chiesa di Sant’Andrea della Valle e l’altorilievo di Cerere allegoria della Sicilia per l’Altare della Patria. Le opere dell’artista sono oggi sparse per il mondo, dalla Gran Bretagna alla Francia, dal Belgio agli Stati Uniti all’Argentina, ma il gruppo più cospicuo si trova in Italia, in particolare tra Roma appunto e la natia Caltanissetta. L’opera più famosa realizzata per la città di Roma nel 1913, prima di morire, è il monumento al poeta romanesco Giuseppe Gioacchino Belli posto all’ingresso di Trastevere. A Caltanissetta l’artista ha lasciato opere come il Volto dell’Addolorata presso il Museo Diocesano “Speciale”, immagine del dolore materno per la perdita del figlio prediletto espresso dalle palpebre chiuse e le labbra aperte, il tutto avvolto in un turbine roteante di velo e capelli; il busto in terracotta del 1883 raffigurante un vecchio e intitolato “Quei tempi non tornano più”, conservato presso il palazzo della Provincia; il ritratto di Luciano Scarabelli presso la biblioteca comunale intitolata al generoso deputato piacentino che donò i primi libri dopo l’Unità d’Italia; il ritratto di Nicolò Sciales nella chiesa di Sant’Agata e infine tutta una serie di gessi e marmi conservati presso palazzo Moncada. Tra le opere conservate spicca sicuramente per pregio la Pesca inaspettata (1884). L’opera rappresenta un giovinetto pizzicato al piede da un granchio. Reagendo all’accaduto il giovane esprime il suo dolore in tutta la sua potenza, regalandoci un’opera lontana dalle solite, statiche, statue contemporanee che ci viene presentata come presa da una qualunque scena quotidiana del vissuto comune e tratta nel marmo.


2 commenti a “Piazza Michele Tripisciano ed il cupolone della Cattedrale Santa Maria La Nova”

  1. michela venturini (Team) scrive:

    Bella mi piace molto,con questa pavimentazione geometrica,tra l’altro questo scultore del quale ha preso nome la piazza,si chiama Michele…è nato nel luglio del 60 esattamente anno e mese mio…cento anni prima…esatti…che coincidenza! Ciao! :-)

  2. puppylion (Team) scrive:

    Belle. Piazza e foto. E poi, complimenti vivissimi Fiorenzo per le descrizioni dettagliatissime che ci regali per le tue foto. Come giustamente dici, c’è qualcosa che lega il signor Tripisciano a Roma. Infatti è proprio lui l’autore della statua che si trova a Piazza Gioacchino Belli, in quel di Trastevere.
    Davvero bravo.
    Michela, sei ancora in giro? :-)

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