Risultato voto a scrutinio: 9.05 (Scrutinio: 672°; Totale: 6668°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 9/28 (32%); 2° = 11/28 (39%); 3° = no; 4° = no;
Dalla lettura delle antiche piante della città di
Arezzo, e dalla consultazione dei documenti
storici relativi ad edifici e luoghi connessi all’area
della attuale piazza Sant’Agostino, risulta che
la piazza esisteva come uno spazio fisico non
molto diverso da quello attuale fin dal 1600.
Si può ritenere che la forma della piazza si sia
caratterizzata come luogo antistante la chiesa
di Sant’Agostino, realizzata intorno alla metà
del XIII secolo. L’esistenza di questa funzione di
culto, con il convento degli Agostiniani e l’Ospedale di Santo Spirito hanno sicuramente avuto
un ruolo determinante nella configurazione successiva della piazza.
La forma trapezoidale allungata si collegava fin
da allora direttamente al Borgo Mastro (attuale
Corso Italia), in prosecuzione con l’antica via
Sacra (attuale via Garibaldi), che costituiva già
da allora un’asse importante per la città.
Fin dai tempi antichi, la piazza ha avuto un
ruolo popolare, come testimoniano le attività
minori strettamente collegate all’acqua del torrente Castro che scorreva nelle vicinanze: una
conceria di pelli, un abbeveratoio per cavalli, i
lavatoi pubblici, una fonte che attingeva direttamente dalle risultanze dell’acquedotto vasariano. Nella piazza sono esistite attività artigianali:
un mulino, un forno, un importante laboratorio
per il trattamento della lana. Si può certamente
affermare che la piazza è sempre stata luogo di
botteghe e attività commerciali minori.
Finalmente, nel 1816 la piazza è stata oggetto di un vero progetto di sistemazione urbanistica. Infatti, con l’intenzione di aprire la città
verso est, i Lorena proposero uno studio per la
realizzazione di una porta cittadina nelle mura
medicee, in direzione della via Anconetana. Un
progetto ambizioso, secondo la cultura dell’epoca, che prevedeva una profonda trasformazione dell’impianto urbano, a partire dalla piazza
fino ad un’apertura nelle mura, con un grande
spazio di arredo a questo nuovo accesso.
Per motivi di scarsa disponibilità economica,
il progetto fu realizzato solo parzialmente.
Piazza Sant’Agostino ha subito le maggiori trasformazioni nel secolo scorso, conseguentemente all’apertura verso via Margaritone e alle
ricostruzioni successive alla seconda guerra
mondiale.
Proprio le trasformazioni più evidenti sono avvenute nei fabbricati di perimetro, senza però modificare l’impianto antico.Le articolazioni degli edifici, la frammentarietà
dell’impianto urbanistico e i dislivelli creano una
scenografia ricca di suggestioni e di scorci di vista molto diversi.
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