18 aprile 2012 alle 22:13

Piazza della Seta – San Leucio

di gianniB (Caserta, Campania. Piazze. Categoria C) - In Gara

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Visite: 285. Candidata il 16 aprile 2012 22:12

Risultato voto a scrutinio: 7.24 (Scrutinio: 1211°; Totale: 11837°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 8/28 (29%); 2° = 8/28 (29%); 3° = no; 4° = no;

San Leucio è una frazione del comune di Caserta nota sia per ragioni storiche che artistiche, posta a 3,5 km a nord ovest della città. Il sito reale, insieme alla Reggia di Caserta, è stato riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Dal 1992 è sede della facoltà di Scienze politiche della Seconda Università degli Studi di Napoli.
Stanco del caos e degli intrighi della corte reale casertana, tuttavia, nel 1773 Carlo di Borbone volle costruirsi un ritiro solitario dove poter trascorrere del tempo spensierato. Scelse le colline che fiancheggiavano il Parco di Caserta dove già sorgeva un rudere di una cappella dedicata a San Leucio, il martire brindisino, dal quale prese il nome. Il romitorio comprensivo di una vigna e di un boschetto, era frequentato dal re per brevi periodi, dopodiché era custodito da alcuni guardiani di stanza con le proprie famiglie. Il 17 dicembre 1778, tuttavia, accadde un fatto inusitato che determinò il destino della colonia. Il primogenito del re ed erede al trono, Tito Livio, morì in un incidente di caccia. Il re, scosso dall’evento, decise di erigere un ospizio per i poveri della provincia presso il quale assegnò un opificio per non tenerli in ozio, all’uopo fece giungere sul posto delle imprese dal nord Italia tra le quali la Brunetti di Torino. La colonia crebbe rapidamente così che si decise di costruire ulteriori edifizi per migliorarne le funzionalità tra i quali una parrocchia, degli alloggi per gli educatori e dei padiglioni per i macchinari. L’organizzazione era affidata ad un Direttore generale affiancato da un Direttore tecnico che monitorava la condizione degli impianti. L’istruzione tecnica degli operai era affidata al Direttore dei Mestieri ciascuno per ogni genere.
fonte wikipedia


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