a mio avviso si, non è questione di dimensioni, ma di dove corre l’occhio; non avrei mai scattato una immagine di quel palazzo, che pur ingombrante fa da quinta, se non ci fosse stato il ponte a valorizzare l’immagine; grazie comunque per il consiglio di cui terrò conto in futuro: per me lo spettatore ha sempre ragione, la foto esibita è dedicata a lui.
per alshiavo e bernardo-sardano: grazie per i commenti ed il passaggio; ho soltanto aumentato un pelino di contrasto e diminuito leggermente la saturazione per ritrovare l’atmosfera reale che c’era in quella gelida mattina; la canon ixus con cui ho scattato tente un po’ troppo al giallo usandola in automatico
E
[snip] Anche qui la luce è totalmente sballata, il soggetto è poco riconoscibile.
Però consolati, qui finiscono le mie critiche negative, le altre immagini sono come minimo dignitose, alcune belle e le rimanenti ancora più belle: [snip]
ricordavo bene il titolo (meno male); eccola la sorella meno fortunata! quella fetta d’ombra mette in cattiva luce proprio l’attore principale, cioè la chiesa (che pure gode di buona luce). Poi quella panchinona in primo piano tenta di rubarle la scena; questo ovviamente è un mio modesto parere….
Altra buona immagine che meritava più affetto da parte tua e mi spiego: due immagini dello stesso soggetto non raddoppiano (purtroppo) l’interesse, semmai lo ripartiscono in egual misura, 50 e 50 ma… il peggio è che la più debole non migliora ma toglie anche qualche punto all sorella più carina. Mi riferisco a quella che hai titolato (mi pare, ora vado a controllare e commentare) una fetta d’ombra
Spero non te ne avrai a male se esprimo il mio parere negativo su questa immagine, subito dopo aver commentato quella che a mio modesto avviso è invece la tua migliore; qui siamo agli antipodi, l’immagine è deturpata da quell’ombra intensissima centrale che impedisce perfino di capire che li c’è un ponte. Fotografare è scrivere con la luce, non con le macchie nere! Fammi capire, sei rimasto in concorso o no? Non voglio entrare nel merito né sapere i fatti tuoi, te lo chiedo perchà mi piacerebbe invitarne nel Team che da poco mi ha accolto. Ancora una riflessione: ti interessano di più i commenti sinceri (anche se negativi) o lodi poco veritiere ad una immagine difettosa? Fammi sapere pe favore…
Hai In gara molte buone immagini, ma nrl mazzo questa è la mia preferita, per il taglio intelligente che dimostra una buona sensibilità nel vedere, e di conseguenza nel fotografare
a mio modesto parere l’immagine è a rischio di f.c. perchè il soggetto della foto, come dice anche il titolo, è l’alluvione, i ponti diventano scenario e non soggetto principale
grazie Nedo per aver attirato l’attenzione con la tua bella immagine su un fatto che anche molti veneziani non conoscono
da Wikipedia
Evoluzione della Venezia Nuova
Sul finire del Cinquecento i Medici decretarono l’ampliamento dell’allora castello di Livorno al fine di farne il nuovo scalo portuale della Toscana. I progetti furono affidati a Bernardo Buontalenti, il quale disegnò una città di forma pentagonale circondata da un fossato.
Ben presto l’abitato si rivelò insufficiente per contenere la popolazione, richiamata numerosa da una serie di benefici e privilegi promossi dal granduca Ferdinando I (si veda la voce storia di Livorno); per questo sul finire degli anni venti del XVII secolo, fu deciso di innalzare un nuovo quartiere nelle aree a nord dell’abitato. La zona, percorsa dal Canale dei Navicelli e dal fossato esterno alle fortificazioni buontalentiane, fu oggetto di un piano redatto dall’architetto senese Giovanni Battista Santi, il quale ideò un nucleo a forte valenza commerciale, con una serie di magazzini e abitazioni ubicate proprio alle spalle del porto. La presenza di numerosi canali e la conseguente necessità di realizzare fondazioni sull’acqua, applicando tecniche importate direttamente dalla laguna veneta, portarono ad identificare il quartiere col nome di Venezia Nuova.
per i veneziani è un simbolo, che dura da 4 secoli e per loro è una immagine consueta, scontata; ma sono meno di sessantamila, e il resto del mondo ti dirà “bellissima”; i veneziani no, non te lo diranno, ma molti lo penseranno in silenzio; complimenti
eziodellagondola
a mio avviso si, non è questione di dimensioni, ma di dove corre l’occhio; non avrei mai scattato una immagine di quel palazzo, che pur ingombrante fa da quinta, se non ci fosse stato il ponte a valorizzare l’immagine; grazie comunque per il consiglio di cui terrò conto in futuro: per me lo spettatore ha sempre ragione, la foto esibita è dedicata a lui.
tende, non tente!!!!!
per alshiavo e bernardo-sardano: grazie per i commenti ed il passaggio; ho soltanto aumentato un pelino di contrasto e diminuito leggermente la saturazione per ritrovare l’atmosfera reale che c’era in quella gelida mattina; la canon ixus con cui ho scattato tente un po’ troppo al giallo usandola in automatico
E
Une delle migliori che ho visto in questa edizione del concorso; penso che farà strada (ferrata?…)
[snip] Anche qui la luce è totalmente sballata, il soggetto è poco riconoscibile.
Però consolati, qui finiscono le mie critiche negative, le altre immagini sono come minimo dignitose, alcune belle e le rimanenti ancora più belle: [snip]
ricordavo bene il titolo (meno male); eccola la sorella meno fortunata! quella fetta d’ombra mette in cattiva luce proprio l’attore principale, cioè la chiesa (che pure gode di buona luce). Poi quella panchinona in primo piano tenta di rubarle la scena; questo ovviamente è un mio modesto parere….
Altra buona immagine che meritava più affetto da parte tua e mi spiego: due immagini dello stesso soggetto non raddoppiano (purtroppo) l’interesse, semmai lo ripartiscono in egual misura, 50 e 50 ma… il peggio è che la più debole non migliora ma toglie anche qualche punto all sorella più carina. Mi riferisco a quella che hai titolato (mi pare, ora vado a controllare e commentare) una fetta d’ombra
Ottimo taglio, colori adeguati al momento, una buona immagine, essenziale ed elegante
rileggendomi ho trovato un refuso “invitarne” voleva essere “invitarti”
Spero non te ne avrai a male se esprimo il mio parere negativo su questa immagine, subito dopo aver commentato quella che a mio modesto avviso è invece la tua migliore; qui siamo agli antipodi, l’immagine è deturpata da quell’ombra intensissima centrale che impedisce perfino di capire che li c’è un ponte. Fotografare è scrivere con la luce, non con le macchie nere! Fammi capire, sei rimasto in concorso o no? Non voglio entrare nel merito né sapere i fatti tuoi, te lo chiedo perchà mi piacerebbe invitarne nel Team che da poco mi ha accolto. Ancora una riflessione: ti interessano di più i commenti sinceri (anche se negativi) o lodi poco veritiere ad una immagine difettosa? Fammi sapere pe favore…
Hai In gara molte buone immagini, ma nrl mazzo questa è la mia preferita, per il taglio intelligente che dimostra una buona sensibilità nel vedere, e di conseguenza nel fotografare
è una immagine molto bella, la composizione perfetta, una proposta non banale che si toglie dal mazzo delle solite “cartoline”; complimenti
E
a mio modesto parere l’immagine è a rischio di f.c. perchè il soggetto della foto, come dice anche il titolo, è l’alluvione, i ponti diventano scenario e non soggetto principale
una atmosfera magica
E
grazie Nedo per aver attirato l’attenzione con la tua bella immagine su un fatto che anche molti veneziani non conoscono
da Wikipedia
Evoluzione della Venezia Nuova
Sul finire del Cinquecento i Medici decretarono l’ampliamento dell’allora castello di Livorno al fine di farne il nuovo scalo portuale della Toscana. I progetti furono affidati a Bernardo Buontalenti, il quale disegnò una città di forma pentagonale circondata da un fossato.
Ben presto l’abitato si rivelò insufficiente per contenere la popolazione, richiamata numerosa da una serie di benefici e privilegi promossi dal granduca Ferdinando I (si veda la voce storia di Livorno); per questo sul finire degli anni venti del XVII secolo, fu deciso di innalzare un nuovo quartiere nelle aree a nord dell’abitato. La zona, percorsa dal Canale dei Navicelli e dal fossato esterno alle fortificazioni buontalentiane, fu oggetto di un piano redatto dall’architetto senese Giovanni Battista Santi, il quale ideò un nucleo a forte valenza commerciale, con una serie di magazzini e abitazioni ubicate proprio alle spalle del porto. La presenza di numerosi canali e la conseguente necessità di realizzare fondazioni sull’acqua, applicando tecniche importate direttamente dalla laguna veneta, portarono ad identificare il quartiere col nome di Venezia Nuova.
Grazie ad entrambi; ti dirò Scaccomatto, succede anche a me…
per i veneziani è un simbolo, che dura da 4 secoli e per loro è una immagine consueta, scontata; ma sono meno di sessantamila, e il resto del mondo ti dirà “bellissima”; i veneziani no, non te lo diranno, ma molti lo penseranno in silenzio; complimenti
eziodellagondola
Grazie a Mirco e Pampurio per la visita
Algida sotto il ponte l’acqua corre:
di neve a Roma non ne ha vista tanta;
ma adesso il bianco le due rive ammanta:
questo la bella foto sa proporre
Roma ti fa morir per quel colore
rosso dorato delle sue rovine
Roma è davvero come il primo amore
non te la scordi più fino alla fine