Eccoci al dopo voto: sei stato battuto nuovamente dalle ombre e da una piazza che poteva essere ripresa con un pò di respiro in più: andrà meglio la prossima volta!
Diversamente da come alcuni credono, la canzone Piazza Grande (1971) dedicata a un senzatetto, cantata dal bolognese Lucio Dalla, non si riferisce nè a Piazza Maggiore e nemmeno all’omonima Piazza Grande di Modena, bensì a Piazza Cavour[senza fonte], sempre a Bologna dove il cantautore ha anche abitato da giovane. Un attento ascolto della canzone parla infatti di panchine, che in Piazza Maggiore non ci sono.
Non so se la notizia sia attendibile. Certo, in Piazza Maggiore non ci sono panchine e (per quanto ne so) nemmeno vi trascorrono la notte i senzatetto. Piazza Cavour è poco lontano… mah.
un po’ scura la piazza e tanto chiaro il cielo, ma si penso si possa rimediare con qualche colpo di mouse, dopo aver come consiglia Marco raddrizzato le linee
Caro Mirco, non avresti pouto trovare titolo più bello di questo, c’è tanto di Lucio in queste parole…e questa Piazza è veramente Grande, perchè grazie a lui è nel cuore di tutti
Torno a leggere all’indomani del suo ultimo viaggio queste parole e ricordare l’artista, il poeta.
Lucio passava spesso da Termoli, la mia città, per raggiungere le vicinissime isole Tremiti, che in occasione del mega concerto “No Oil” lo scorso anno aveva voluto proteggere e salvaguardare …
Ricordiamo la sua “Com’è profondo il mare” dedicata proprio al mare di queste isole, che bisognerebbe tenere lontano dalle mire dei petrolieri…
Oggi riporto da primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=10181 un articolo che ricorda come Lucio “Era uno di noi”…
Ciao Mirco, nei miei anni vissuti per lavoro a Bologna non poteva mancare l’incontro con Lucio Dalla anche se la prima volta l’ho incontrato negli anni ’60 a Sorrento al Fauno Nigth Club dove cantava mentre di fronte nell’altro locale c’era Mina. Gli chiesi l’autografo guardandolo negli occhi… ma solo perchè ero tre scalini più in basso (questa cosa la ricordo sempre) poi come dicevo a Bologna era facile incontrarlo in giro col suo panama bianco negli anni 80 tra piazza Grande e il Roxy Bar, nei portici o sotto la Garisenda. L’ultima volta l’altro anno in una vacanza alle Isole Tremiti a San Domino dove ha la sua Villa-Studio Discografico, era facile vederlo in giro, nei locali, giù al porto… chiacchierare con tutti, tranquillamente come un normale “isolano” … ciao Lucio i tuoi dieci anni precisi più di me ti hanno fatto essere un compagno di viaggio e la tua musica il sottofondo in questo viaggio, spero che ora starai correndo lì dove il mare luccica e tira forte il vento, lungo la bianca scia di un’elica, dove il mare profondo portò quel bell’uomo che veniva dal mare, che sapeva amare e amando donò a noi e al mondo un grande artista…
ah, ecco perchè ho visto Giacobbo aggirarsi di soppiatto sotto i portici!
Bellissima intuizione Mirco, complimenti!!!
La vedo solo ora questa bella scenografia. Mi piace molto.
Eccoci al dopo voto: sei stato battuto nuovamente dalle ombre e da una piazza che poteva essere ripresa con un pò di respiro in più: andrà meglio la prossima volta!
Eccoci a valutare i postumi del voto: forse ha pesato l’ombra in basso… ma complimenti lo stesso per una buona prova!
Quando arriva Giacobbo? Bella ricerca.
Molto bella. Complimenti Mirco.
Bella foto Mirco!
Leggo ora su Wikipedia:
Diversamente da come alcuni credono, la canzone Piazza Grande (1971) dedicata a un senzatetto, cantata dal bolognese Lucio Dalla, non si riferisce nè a Piazza Maggiore e nemmeno all’omonima Piazza Grande di Modena, bensì a Piazza Cavour[senza fonte], sempre a Bologna dove il cantautore ha anche abitato da giovane. Un attento ascolto della canzone parla infatti di panchine, che in Piazza Maggiore non ci sono.
Non so se la notizia sia attendibile. Certo, in Piazza Maggiore non ci sono panchine e (per quanto ne so) nemmeno vi trascorrono la notte i senzatetto. Piazza Cavour è poco lontano… mah.
un po’ scura la piazza e tanto chiaro il cielo, ma si penso si possa rimediare con qualche colpo di mouse, dopo aver come consiglia Marco raddrizzato le linee
Da controllare soltanto le linee, dopodiché per me va bene. Che ne dite?
superlativa e struggente!
pazienza se eri ‘na schiappa alla “settimana”,
ora sei bravo come fotografo…
bellissima!! anche qui si chiama la campana…. quando ancora si giocava nelle piazze.
una foto che racconta, bella davvero!
Noi si chiamava il gioco della campana….nn vincevo mai … :-d
Una inquadratura essenziale ma che racconta molto. Mi piace questa tua scelta.
Hai visitato anche la piazzetta del museo, col carrarmato parcheggiato? Però da te “Vittorino” Guareschi non me l’aspettavo … Giovannino !!!
Simpatica idea …
Caro Mirco, non avresti pouto trovare titolo più bello di questo, c’è tanto di Lucio in queste parole…e questa Piazza è veramente Grande, perchè grazie a lui è nel cuore di tutti
Torno a leggere all’indomani del suo ultimo viaggio queste parole e ricordare l’artista, il poeta.
Lucio passava spesso da Termoli, la mia città, per raggiungere le vicinissime isole Tremiti, che in occasione del mega concerto “No Oil” lo scorso anno aveva voluto proteggere e salvaguardare …
Ricordiamo la sua “Com’è profondo il mare” dedicata proprio al mare di queste isole, che bisognerebbe tenere lontano dalle mire dei petrolieri…
Oggi riporto da primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=10181 un articolo che ricorda come Lucio “Era uno di noi”…
Ciao Mirco, nei miei anni vissuti per lavoro a Bologna non poteva mancare l’incontro con Lucio Dalla anche se la prima volta l’ho incontrato negli anni ’60 a Sorrento al Fauno Nigth Club dove cantava mentre di fronte nell’altro locale c’era Mina. Gli chiesi l’autografo guardandolo negli occhi… ma solo perchè ero tre scalini più in basso (questa cosa la ricordo sempre) poi come dicevo a Bologna era facile incontrarlo in giro col suo panama bianco negli anni 80 tra piazza Grande e il Roxy Bar, nei portici o sotto la Garisenda. L’ultima volta l’altro anno in una vacanza alle Isole Tremiti a San Domino dove ha la sua Villa-Studio Discografico, era facile vederlo in giro, nei locali, giù al porto… chiacchierare con tutti, tranquillamente come un normale “isolano” … ciao Lucio i tuoi dieci anni precisi più di me ti hanno fatto essere un compagno di viaggio e la tua musica il sottofondo in questo viaggio, spero che ora starai correndo lì dove il mare luccica e tira forte il vento, lungo la bianca scia di un’elica, dove il mare profondo portò quel bell’uomo che veniva dal mare, che sapeva amare e amando donò a noi e al mondo un grande artista…
Uno dei pochi Artisti italiani…