quello ritratto da Mirco sulla destra è il Palazzo del Podestà, mentre Palazzo Re Enzo, seppure attiguo, è un altro palazzo e si affaccia su Piazza del Nettuno, Via Rizzoli e (appunto) Piazza Re Enzo. Re Enzo (Heinz, cioè Heinrich, Enrico), re di Sardegna, era figlio dell’imperatore Federico II di Svevia e combatté effettivamente alla testa dei Modenesi alla battaglia della Fossalta (1249), dove fu catturato.
Mirco, Dous, Dgianky, non me ne vogliate:
chi viene, come me, dalla preistoria
si affida unicamente alla memoria
di antiche scorribande scapigliate.
Da nativo, conosco l’uso classico;
ma, se mutò per lo squittio del Dalla,
a voi juniores lascio ormai la palla
contemplando con l’occhio del Giurassico!
Piazza Grande o piazza Maggiore, è come piazza Nettuno o piazza del Gigante, chi è Bolognese davvero le chiama così, Grande e Gigante e anche Dalla la nomina da Bolognese; palazzo Re Enzo è una prigione, in realtà si chiama palazzo del Podestà, la prigione fu eretta nel XIII secolo appunto per ospitare o imprigionare con rispetto il figlio di Federico di Savoia, assoldato dai Modenesi per vincere i Bolognesi….
Non vuole essere una critica ma volevo spiegare il perché dei due nomi, entrambi esatti, e un po di simpatica storia appunto per i Bolognesi
Ciao Mirco
Un punto di vista “satellitare” quello di questa torre la cui ombra proietta una inconfondibile quinta su una delle piazze più belle d’Italia. Il bordo del cornicione poi dimostra come non si potesse riprender di più da quel punto. Ottimo lavoro… scalatore!
Ancora dal Giurassico, qualche dettaglio:
quello ritratto da Mirco sulla destra è il Palazzo del Podestà, mentre Palazzo Re Enzo, seppure attiguo, è un altro palazzo e si affaccia su Piazza del Nettuno, Via Rizzoli e (appunto) Piazza Re Enzo. Re Enzo (Heinz, cioè Heinrich, Enrico), re di Sardegna, era figlio dell’imperatore Federico II di Svevia e combatté effettivamente alla testa dei Modenesi alla battaglia della Fossalta (1249), dove fu catturato.
Arrivederci in Piazza Maggiore, perbacco!
Mirco, Dous, Dgianky, non me ne vogliate:
chi viene, come me, dalla preistoria
si affida unicamente alla memoria
di antiche scorribande scapigliate.
Da nativo, conosco l’uso classico;
ma, se mutò per lo squittio del Dalla,
a voi juniores lascio ormai la palla
contemplando con l’occhio del Giurassico!
originale come scatto , il giocco era davvero di compagnia
Ricordi di un vecchio gioco che fa tornar giovani!
turtléin? ind al brôd!
Bella la foto, bello il titolo!
Bella questa ripresa dall’alto …
Piazza Grande o piazza Maggiore, è come piazza Nettuno o piazza del Gigante, chi è Bolognese davvero le chiama così, Grande e Gigante e anche Dalla la nomina da Bolognese; palazzo Re Enzo è una prigione, in realtà si chiama palazzo del Podestà, la prigione fu eretta nel XIII secolo appunto per ospitare o imprigionare con rispetto il figlio di Federico di Savoia, assoldato dai Modenesi per vincere i Bolognesi….
Non vuole essere una critica ma volevo spiegare il perché dei due nomi, entrambi esatti, e un po di simpatica storia appunto per i Bolognesi
Ciao Mirco
Te li sogni … i santi in terra !
Prenditi un panino….e gira ….( faccio cosi’ quando vado per foto )
… sulle panchine in piazza grande!
…
PS: Ehh il crescentone è il crescentone!
Un ponte d’aprile!
Bella foto Mirco!
Mi vengono le vertigini solo a guardare questa foto. Bravo Mirgo!
Un punto di vista “satellitare” quello di questa torre la cui ombra proietta una inconfondibile quinta su una delle piazze più belle d’Italia. Il bordo del cornicione poi dimostra come non si potesse riprender di più da quel punto. Ottimo lavoro… scalatore!
Passavo spesso da questa piazzetta anni fa e mi fa sempre effetto rivederla… Bravo Mirco!
Semplice ma particolare il taglio che mostra l’occhio del ponte col riflesso.
bella foto,chissà come sarà con la neve di questi giorni? ciao
Splendido soggetto, quasi un violino che hai ben suonato!
Buon concorso.
Ciao Mirco, anche Tu da queste parti? bene, bene, questo ponticello mi ha sempre attirato.
Buona luce
Bella! Mi piacciono queste foto in cui l’elemento umano dà più colore e calore al paesaggio urbano.