GUIDA  Enna/Duomo

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*Pulpito marmoreo
 
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*Sacrestia
 
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il Duomo ha pianta a croce latina con tre navate separati da archi ogivali, sostenute da colonne di basalto nero con basi e capitelli corinzi ornati di foglie, di volute e di rilievi di animali e santi. Monumentali steli a masselli neri sostengono arcate e soffitti riccamente intagliati. L'esteso transetto e il magnifico presbiterio con le tre cappelle dell'abside completano la prima schematica  visione del complesso...
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il Duomo ha pianta a croce latina con tre navate separate da archi ogivali, sostenute da colonne di basalto nero con basi e capitelli corinzi ornati di foglie, di volute e di rilievi di animali e santi. Monumentali steli a masselli neri sostengono arcate e soffitti riccamente intagliati. L'esteso transetto e il magnifico presbiterio con le tre cappelle dell'abside completano la prima schematica  visione del complesso.
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Partendo dal fondo della navata laterale sinistra; incontriamo il primo altare con un quadro a olio raffigurante il '''Transito della Vergine''', di '''Vincenzo Ruggeri''' di [[Caltanissetta]] opera manieristica del '''1668'''.
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Nel secondo, un quadro a olio con ''' San Lucilla''' e '''San Giacinto''', del pittore di scuola fiamminga '''Guglielmo Borremans''', dipinto eseguito tra il '''1721''' e il '''1722'''.
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Nel terzo altare, troviamo l'apparizione di''' Sant'Agata''' a '''Santa Lucia''' e alla madre, dipinto sempre da '''Guglielmo Borremans''' nel '''1721'''.
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Infine nel quarto altare una tela sempre del '''Borremans''' dipinta nel '''1721''' raffigurante il '''Battesimo di Gesù'''.
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Nel transetto troviamo un'altro altare, il quinto, con un grande quadro ad olio con '''l'adorazione dei Magi''' opera manieristica-barocca del pittore '''Vincenzo Ruggieri'''.
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Nel presbiterio invece troviamo la '''Cappella della Visitazione''' dedicata alla Madonna Patrona del popolo ennese, ricca di stucchi, marmi policromi, decorative arabesche, con colonne tortili del '''XVIII''' secolo. La volta a crociera e gli archi sono in stile gotico-catalano. Al centro dell'altare un quadro raffigurante la '''Madonna della Visitazione''' del pittore '''Filippo Paladino''', chiude lo sportello tra le colonne e una nicchia dentro cui è serbata la statua della Madonna della Visitazione del 1400 che viene portatata in processione sulla '''nave d'oro''' il 2 di luglio.
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Nella conca dell'abisde c'è la cappella ove è situato l'altare maggiore, si può osservare in sequenza: la volta; le opere di pittura; il coro ligneo; il paliotto.
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La volta è ricca di stucchi rappresentanti in rilievo la scena dell' '''Incoronazione della Vergine Maria''' sotto i raggi dello Spirito Santo, tra gli angeli, nubi e figure di santi, opera del maestro bolognese '''Pietro Rosso''' eseguita nel '''1596'''.
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Le opere di pittura sono rappresentate da cinque grandi pale ad olio del pittore fiorentino '''Filippo Paladino''' dipinte tra il '''1612''' e iil '''1613'''.
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nella parte centrale si leva la pala della '''Madonna dell'Assunta''', a sinistra la grandi tele della presentazione di '''Maria al tempio''' e l'Immacolata, e a destra, la '''Presentazione del bambino Gesù al tempio''' e la '''Visita di Maria a Santa Elisabetta''', illuminate splendidamente dalle vetrate del maestro '''Fornasier'''.
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Il coro in legno di noce posto sotto le grandi pale, di notevole valore artistico, completato nel '''1592''' su progetto di '''Scipione di Guido''' richiese quattro anni di lavoro da parte di vari maestri,  '''Cesare Puzzo''' intagliò la pilastrata, sotto la guida del maestro architetto e scultore '''Andrea Russo'''. Tra il '''1588''' e il '''1592''' '''Giuseppe Di Martino''' scultore in legno scolpì i rilievi dei pannelli con le storie del Vecchio e del Nuovo Testamento.
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Nel '''1716''' il coro fù completato di cassettoni e spalliere dal maestro '''Giuseppe Grimaldi'''.
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Il paliotto lo troviamo all'ingresso della grande cappella dell'altare maggiore, cesellato in argento dal palermitano '''Francesco Mancino''' argentiere.
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Le tre cappelle con volte a conchiglia ripetute nel paliotto sul fronte che guarda all'interno del catino, sono delineate dal cesello delle colonnine tortili e da una scena di Maria.
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L'episodio dell'ultima cena è posto frontale a guadare la navata centrale, di autore posteriore al Mancino. I due lati evidenziano i rilievi dell'Agnello di Dio e del Pellicano.
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Nel presbiterio troviamo la cappella detta del sacramento, riportata con vari restauri alla sua forma originaria gotico-catalana, e ciò nondimeno sono visibili ancora le decorazioni in stucco dell'arco e della volta, realizzate da '''Pietro Rosso'''.
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Scendendo nel trasetto e seguendo la navata laterale sinistra troviamo la cappella e l'altare con il quadro della '''Madonna del Pilar''' o e del Pilieri del '''Borremans''' eseguita nel '''1722'''.
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Seguitando troviamo l'altare con la pala dipinta ad olio su tela di Guglielmo Borremans del '''1722''' con la scena dell'apparizione in sogno dei '''SS. Apostoli Pietro e Paolo'''.
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Nell'altare successivo troviamo un dipinto ad olio raffigurante la '''Madonna con Bambino''' su un trono di nuvole sostenute da due santi francescani.
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Per chiudere le opere pittoriche della navata sinistra osserviamo altare con pala dipinta ad olio raffigurante '''San Martino Vescovo di Tour''' benedicente, reputato al Borremans ma che non appare nelle opere commissionate dagli ecclesiali e dai curatori del Duomo nel 1721...
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Versione delle 21:55, 22 nov 2011

Duomo - Facciata Principale

Nell'anno 1307, la Regina Eleonora moglie di Federico III d'Aragona, fece costruire ex novo l'edificio, anche se a detta di altri storici, sembra abbia invece restaurato un edificio già esistente sorto su di un tempio consacrato al culto pagano della dea Proserpina. Nel 1446 la chiesa subì un violento incendio in cui andarono distrutti mobili, quadri, il soffitto e l'antico archivio.

Porta di Ponente

Il Duomo di Enna è considerato monumento nazionale, dalla struttura gotico-catalana (nell'abside e nell'impianto degli archi, del catino e delle cappelle del presbitero), rinascimentale e barocco (nel portico, nel torrione, nelle navate, nel transetto e nella Porta sottana), iniziamo la vistita immaginaria dalla vista esterna del Duomo:

  • Facciata principale con porta di ponente
  • Protiro
  • portico
  • Torre campanaria;

la facciata principale si erge su di una ampia scalea ed ha una parte anteriore cinquecentesca a lesene di stile dorico, con tre volte confluenti in un protiro che immette nella chiesa attraverso la porta principale detta di Ponente. La parte superiore della facciata è sormontata da una massiccia ed alta torre campanaria retta da due ordini di lesene ioniche e corinzie del '600. Nell'architettura originaria catalana il campanile addossato alla facciata terminava con una cupolina. Tutto il complesso anteriore dellla chiesa è opera di Mariano Calì, che iniziò i lavori nel 1636 e di altri maestri e intagliatori come Giuseppe Pinna, Giuseppe Bongiovanni, Francesco Gaspa, Giorgio Bongiovanni, Clemente Bruno.

Duomo - Facciata Laterale
  • Facciata laterale meridionale
  • porta sottana
  • portale rinascimentale;

il fianco destro del Duomo guarda a piazza Mazzini, dove c'è la statua a Giuseppe Mazzini dello sculture M.M. Lazzaro (1951). Nella parte centrale della facciata sorge il portale rinascimentale, erroneamente attribuito a Giandomenico Gaggini, opera invece dell'architetto scultore Iacopino Salemi, che progettò e scolpì nel 1574 sia la struttura architettonica, sia il rilievo sul timpano rinascimentale dedicati a San Martino che si spoglia del mantello per coprire il povero. Il portale si erge su coppie di colonne corinzie architravate con sobrie linee di modanature e fregi che ne armonizzano la struttura complessiva culminante nel timpano con la statua in rilievo. Il portale del Salemi orna la porta meridionale della chiesa, detta porta sottana, per distinguerla da quella senza fregi porta soprana, (che rimane sempre chiusa), alcuni metri più avanti, prima della porta santa.

Porta Sottana
porta del Giubileo

Ancora all'estremità del lato destro, in coincidenza del transetto, il portale della Porta Santa o Porta del Giubileo, si puo osservare tutta la sobrietà e la grazia delle sue linee gotiche trecentesche. La porta venne chiusa dopo il giubileo nel 1447 dal Papa Eugenio VI, per privilegiare la ricostruzione della chiesa danneggiata dall'incendio del 1446. Completa la visita all'esteno la visione delle tre absidi poligonali che chiudono il presbiterio, aperte da monofore a tutto sesto e rafforzate agli angoli da pilastri polistili e da numerose e filanti colonne che evidenziano l'eleganza e la purezza dello stile gotico-catalano del trecento. Appogiato all'abside si può vedere l'arco dell'ambulacro cimiteriale della chiesa, parte di un porticato a chiostro gotico non più esistente. Dall'abise si indietreggia di qualche passo e dalla porta sottana, sotto il portale rinascimentale di Iacopino Salemi, si accede alle navate del Duomo.

Particolare del portale Salemi San Martino

Interno del Duomo

  • Navata Laterale sinistra
  • Transetto
  • Cappelle del presbiterio e paliotto
  • Navata laterale sinistra
  • Navata centrale
  • Battistero
  • Colonne o pilieri
  • Palco dell'organo
  • Palco della cantoria
  • Pulpito marmoreo
  • Sacrestia

il Duomo ha pianta a croce latina con tre navate separate da archi ogivali, sostenute da colonne di basalto nero con basi e capitelli corinzi ornati di foglie, di volute e di rilievi di animali e santi. Monumentali steli a masselli neri sostengono arcate e soffitti riccamente intagliati. L'esteso transetto e il magnifico presbiterio con le tre cappelle dell'abside completano la prima schematica visione del complesso.

Partendo dal fondo della navata laterale sinistra; incontriamo il primo altare con un quadro a olio raffigurante il Transito della Vergine, di Vincenzo Ruggeri di Caltanissetta opera manieristica del 1668.

Nel secondo, un quadro a olio con San Lucilla e San Giacinto, del pittore di scuola fiamminga Guglielmo Borremans, dipinto eseguito tra il 1721 e il 1722.

Nel terzo altare, troviamo l'apparizione di Sant'Agata a Santa Lucia e alla madre, dipinto sempre da Guglielmo Borremans nel 1721.

Infine nel quarto altare una tela sempre del Borremans dipinta nel 1721 raffigurante il Battesimo di Gesù.

Nel transetto troviamo un'altro altare, il quinto, con un grande quadro ad olio con l'adorazione dei Magi opera manieristica-barocca del pittore Vincenzo Ruggieri.

Nel presbiterio invece troviamo la Cappella della Visitazione dedicata alla Madonna Patrona del popolo ennese, ricca di stucchi, marmi policromi, decorative arabesche, con colonne tortili del XVIII secolo. La volta a crociera e gli archi sono in stile gotico-catalano. Al centro dell'altare un quadro raffigurante la Madonna della Visitazione del pittore Filippo Paladino, chiude lo sportello tra le colonne e una nicchia dentro cui è serbata la statua della Madonna della Visitazione del 1400 che viene portatata in processione sulla nave d'oro il 2 di luglio.

Nella conca dell'abisde c'è la cappella ove è situato l'altare maggiore, si può osservare in sequenza: la volta; le opere di pittura; il coro ligneo; il paliotto. La volta è ricca di stucchi rappresentanti in rilievo la scena dell' Incoronazione della Vergine Maria sotto i raggi dello Spirito Santo, tra gli angeli, nubi e figure di santi, opera del maestro bolognese Pietro Rosso eseguita nel 1596.

Le opere di pittura sono rappresentate da cinque grandi pale ad olio del pittore fiorentino Filippo Paladino dipinte tra il 1612 e iil 1613. nella parte centrale si leva la pala della Madonna dell'Assunta, a sinistra la grandi tele della presentazione di Maria al tempio e l'Immacolata, e a destra, la Presentazione del bambino Gesù al tempio e la Visita di Maria a Santa Elisabetta, illuminate splendidamente dalle vetrate del maestro Fornasier.

Il coro in legno di noce posto sotto le grandi pale, di notevole valore artistico, completato nel 1592 su progetto di Scipione di Guido richiese quattro anni di lavoro da parte di vari maestri, Cesare Puzzo intagliò la pilastrata, sotto la guida del maestro architetto e scultore Andrea Russo. Tra il 1588 e il 1592 Giuseppe Di Martino scultore in legno scolpì i rilievi dei pannelli con le storie del Vecchio e del Nuovo Testamento. Nel 1716 il coro fù completato di cassettoni e spalliere dal maestro Giuseppe Grimaldi.

Il paliotto lo troviamo all'ingresso della grande cappella dell'altare maggiore, cesellato in argento dal palermitano Francesco Mancino argentiere. Le tre cappelle con volte a conchiglia ripetute nel paliotto sul fronte che guarda all'interno del catino, sono delineate dal cesello delle colonnine tortili e da una scena di Maria. L'episodio dell'ultima cena è posto frontale a guadare la navata centrale, di autore posteriore al Mancino. I due lati evidenziano i rilievi dell'Agnello di Dio e del Pellicano.

Nel presbiterio troviamo la cappella detta del sacramento, riportata con vari restauri alla sua forma originaria gotico-catalana, e ciò nondimeno sono visibili ancora le decorazioni in stucco dell'arco e della volta, realizzate da Pietro Rosso.

Scendendo nel trasetto e seguendo la navata laterale sinistra troviamo la cappella e l'altare con il quadro della Madonna del Pilar o e del Pilieri del Borremans eseguita nel 1722.

Seguitando troviamo l'altare con la pala dipinta ad olio su tela di Guglielmo Borremans del 1722 con la scena dell'apparizione in sogno dei SS. Apostoli Pietro e Paolo.

Nell'altare successivo troviamo un dipinto ad olio raffigurante la Madonna con Bambino su un trono di nuvole sostenute da due santi francescani.

Per chiudere le opere pittoriche della navata sinistra osserviamo altare con pala dipinta ad olio raffigurante San Martino Vescovo di Tour benedicente, reputato al Borremans ma che non appare nelle opere commissionate dagli ecclesiali e dai curatori del Duomo nel 1721...