GUIDA  Vicchio/Chiesa di San Giovanni Battista

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La Pieve di S. Giovanni Battista sorge nella piazza intitolata a Giotto, al centro della quale si eleva il monumento bronzeo al celebre artista fuso nel 1901 dallo scultore fiorentino Italo Vagnetti. Sede parrocchiale del “Castello” sin dal 1447, divenne Pieve nel 1785 e, come tale, ampliata e consacrata solo nel 1830.  L’ingresso, arricchito da un loggiato formato da tre ampie arcate, accede alla chiesa lateralmente, all’estremità del fianco sinistro.  A forma di croce greca leggermente allungata, con cupola centrale e volte a botte, conserva nella mole di alcune strutture, il ricordo della originaria  costruzione distrutta dal terremoto e ricostruita secondo criteri più moderni.  Appena entrati, sulla parete che sovrasta il confessionale che si trova a destra, sono affiorati resti di un dipinto raffigurante S. Giovanni Battista, opera di Galileo Chini che nel 1909 aveva decorato tutta la chiesa. Di fronte all’ingresso, e cioè sulla parete di destra, si trova un altare ad urna in marmo sbalzato dietro al quale troneggia, in una cornice baroccheggiante di nuvole d’argento e angioletti d’oro, una piccola immagine della Madonna delle Grazie (XVI - XVII sec.) particolarmente cara alla devozione popolare.
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La Pieve di S. Giovanni Battista sorge nella piazza principale del paese, intitolata a Giotto  E'sede parrocchiale sin dal 1447, divenne Pieve nel 1785 e, per questa ragione, ampliata e consacrata nel 1830.  L’ingresso, presenta un loggiato formato da tre ampie arcate, accede alla chiesa lateralmente, all’estremità del fianco sinistro.  A forma di croce greca leggermente allungata, con cupola centrale e volte a botte, conserva nelle sue origini, il ricordo della originaria  costruzione distrutta dal terremoto del 1880 e ricostruita con canoni più moderni.  Appena entrati, sulla parete che sovrasta il confessionale che si trova a destra, sono affiorati resti di un dipinto raffigurante S. Giovanni Battista, opera di Galileo Chini che nel 1909 aveva decorato tutta la chiesa. Di fronte all’ingresso, e cioè sulla parete di destra, si trova un altare ad urna in marmo sbalzato dove vi è, in una cornice baroccheggiante di nuvole d’argento e angioletti d’oro, una piccola immagine della Madonna delle Grazie (XVI - XVII sec.) particolarmente cara alla devozione locale.
  
Nelle due cappelle laterali, su quanto resta dei primitivi altari adornati da stemmi nobiliari, si possono ammirare varie opere diverse per importanza e datazione.  A destra una Madonna col Bambino e i Santi Sebastiano e Giovanni Battista attribuita a Fra’ Bartolomeo dalla Porta o a Michele Bigordi (figlio di Ridolfo del Ghirlandaio) è affiancata da due tele più piccole raffiguranti una Madonna col Bambino proveniente dalla chiesa di S. Maria a Rostolena e un “Ecce Homo” della scuola di Guido Reni.  A sinistra una Madonna del Rosario del XVI sec. di Alessandro Fei, detto del Barbiere (allievo del Ghirlandaio), nella cui cornice sono rappresentati i 15 misteri.  Ai lati di questo due piccole pale che ritraggono Giotto e il Beato Angelico sono opera del pittore Antonio Cifariello, allievo di Pietro Annigoni.  Della stessa scuola il Crocifisso  su tavola che si trova dietro l’altar maggiore; sulla destra  vi è  una Deposizione, opera del pittore vicchiese Rutilio.
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Nelle due cappelle laterali, su quanto resta dei primitivi altari adornati da stemmi nobiliari, si possono ammirare varie opere diverse per importanza e datazione.  A destra una Madonna col Bambino e i Santi Sebastiano e Giovanni Battista attribuita a Fra’ Bartolomeo dalla Porta o a Michele Bigordi (figlio di Ridolfo del Ghirlandaio)dove vi sono a fianco a due tele più piccole raffiguranti una Madonna col Bambino proveniente dalla chiesa di S. Maria a Rostolena e un “Ecce Homo” della scuola di Guido Reni.  A sinistra una Madonna del Rosario del XVI sec. di Alessandro Fei, detto del Barbiere (allievo del Ghirlandaio), nella cui cornice sono rappresentati i 15 misteri.  Ai lati di questo due piccole pale che ritraggono Giotto e il Beato Angelico sono opera del pittore Antonio Cifariello, allievo di Pietro Annigoni.  Della stessa scuola il Crocifisso  su tavola che si trova dietro l’altar maggiore; sulla destra  vi è  una Deposizione, opera del pittore vicchiese Rutilio.
  
 
In una piccola cappella laterale si trova una S. Cecilia su tavola, opera del Boccaletti, e sulla parete di fondo, una moderna composizione del pittore Armeno Mattioli, di Vicchio, rappresenta Cristo con il Battista.   
 
In una piccola cappella laterale si trova una S. Cecilia su tavola, opera del Boccaletti, e sulla parete di fondo, una moderna composizione del pittore Armeno Mattioli, di Vicchio, rappresenta Cristo con il Battista.   
  
Il campanile, con l’orologio comunale, sorge appoggiato sulla destra della facciata e venne costruito nel 1702.
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Il campanile, munito di orologio, sorge sulla destra della facciata e venne costruito nel 1702.
  
 
==Galleria Foto==
 
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File:Vicchio - Pieve di San Giovanni Battista - altare maggiore.jpg|altare maggiore
 
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File:Vicchio - Pieve di San Giovanni Battista - San Sebastiano.jpg|San Sebastiano
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[[Categoria:Chiese]]
 
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Versione attuale delle 15:38, 4 nov 2014

Facciata

La Pieve di S. Giovanni Battista sorge nella piazza principale del paese, intitolata a Giotto E'sede parrocchiale sin dal 1447, divenne Pieve nel 1785 e, per questa ragione, ampliata e consacrata nel 1830. L’ingresso, presenta un loggiato formato da tre ampie arcate, accede alla chiesa lateralmente, all’estremità del fianco sinistro. A forma di croce greca leggermente allungata, con cupola centrale e volte a botte, conserva nelle sue origini, il ricordo della originaria costruzione distrutta dal terremoto del 1880 e ricostruita con canoni più moderni. Appena entrati, sulla parete che sovrasta il confessionale che si trova a destra, sono affiorati resti di un dipinto raffigurante S. Giovanni Battista, opera di Galileo Chini che nel 1909 aveva decorato tutta la chiesa. Di fronte all’ingresso, e cioè sulla parete di destra, si trova un altare ad urna in marmo sbalzato dove vi è, in una cornice baroccheggiante di nuvole d’argento e angioletti d’oro, una piccola immagine della Madonna delle Grazie (XVI - XVII sec.) particolarmente cara alla devozione locale.

Nelle due cappelle laterali, su quanto resta dei primitivi altari adornati da stemmi nobiliari, si possono ammirare varie opere diverse per importanza e datazione. A destra una Madonna col Bambino e i Santi Sebastiano e Giovanni Battista attribuita a Fra’ Bartolomeo dalla Porta o a Michele Bigordi (figlio di Ridolfo del Ghirlandaio)dove vi sono a fianco a due tele più piccole raffiguranti una Madonna col Bambino proveniente dalla chiesa di S. Maria a Rostolena e un “Ecce Homo” della scuola di Guido Reni. A sinistra una Madonna del Rosario del XVI sec. di Alessandro Fei, detto del Barbiere (allievo del Ghirlandaio), nella cui cornice sono rappresentati i 15 misteri. Ai lati di questo due piccole pale che ritraggono Giotto e il Beato Angelico sono opera del pittore Antonio Cifariello, allievo di Pietro Annigoni. Della stessa scuola il Crocifisso su tavola che si trova dietro l’altar maggiore; sulla destra vi è una Deposizione, opera del pittore vicchiese Rutilio.

In una piccola cappella laterale si trova una S. Cecilia su tavola, opera del Boccaletti, e sulla parete di fondo, una moderna composizione del pittore Armeno Mattioli, di Vicchio, rappresenta Cristo con il Battista.

Il campanile, munito di orologio, sorge sulla destra della facciata e venne costruito nel 1702.

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