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| − | ==Monte San Francesco sopra Velate==
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| − | http://www.webalice.it/andrea.ganugi/
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| − | All’epoca di Sant’Ambrogio, il Santo vincitore dell’eresia ariana, sui monti che sovrastano Varese vengono erette due torri di avvistamento. Siamo attorno al terzo secolo dopo Cristo: il limes romano, quel confine che divideva l’impero dall’oscuro mondo barbarico, è sempre più minacciato. Sotto quelle due alture passa da sempre un’importante via di collegamento tra nord e sud, attraverso i valichi che conducono alla Svizzera e alla Germania, che va assolutamente protetta.
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| − | Ma anche il potente impero crollerà nonostante tutto e in quelli torri si insediano i nuovi padroni: i Longobardi.
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| − | Passano i secoli, e tutto quel sistema di vigilanza non serve più: nel 1200 arrivano i francescani, che vi erigono una chiesa.Da allora uno dei due monti si chiamerà Monte San Francesco. Non più i militari abitano le vecchie fortificazioni, ma una comunità di religiosi che diventano punto di riferimento per le popolazioni del luogo, dedite all’agricoltura e all’allevamento.
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| − | Ancora qualche secolo e la montagna di fronte si popola grazie alla presenza di un gruppo di donne eremite, che nella seconda metà del 1400 fondano un loro ordine; sono le Romite Ambrosiane, che sono state attratte dalla fama di un monte consacrato alla Madonna: il Sacro Monte per l’appunto, dove da tempo sorge un importante Santuario.
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| − | Per almeno cent’anni quelle due comunità, una maschile l’altra femminile, convivono pacificamente e attraggono una gran folla di devoti. Alcuni eventi prodigiosi consolidano la fama dei luoghi. Quando la Beata Caterina Meriggi, fondatrice delle Romite, muore in odore di santità, viene miracolata una bambina sordomuta condotta al suo feretro da un frate del Monte San Francesco.
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| − | Ma dalla metà del 1500 tutto cambia.
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| − | La Chiesa cattolica è scossa dallo scisma protestante e a Milano si aggrappa ad un nuovo Sant’Ambrogio: il potente arcivescovo Carlo Borromeo.
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| − | Anche il Santuario è cambiato: ora la sua custodia è affidata dal Papa proprio alle Suore romite, che non sono più le “ragazze selvatiche” del 1400, ma le rampolle delle più importanti famiglie nobiliari del circondario.
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| − | I frati, invece, continuano a vivere di predicazione ed elemosina. Ma le idee eretiche, che dalla Svizzera circolano con i traffici e i viaggi dei mercanti, impongono misure restrittive.
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| − | Cominciano le famose “visitazioni” dell’intransigente arcivescovo, che impone rigide norme di sopravvivenza per tutte le comunità religiose più a rischio, proprio perché maggiormente a contatto con i viaggiatori.
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| − | Anche la comunità di San Francesco subisce la dura legge dell’arcivescovo e alla fine del 1500 scompare, tra oscuri episodi di frati assassinati e requisizioni di beni.
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| − | L’ultimo atto (di una presenza che risaliva ai tempi in cui il “poverello d’Assisi” era vivente) vede l’unico eremita, che ancora dimorava in una chiesa ormai abbandonata, custodire con ostinata fedeltà una “bellissima e preziosa statua della Vergine”.
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| − | Ma gli uomini dell’arcivescovo gliela sottraggono e il vecchio viene scacciato da un luogo che, per decreto, è ormai sconsacrato.
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| − | La statua ora è in una chiesa parrocchiale sottostante e qualcuno, forse lo stesso arcivescovo dell’epoca, l’ha sistemata in un’ edicola che così recita in latino: “Pater sum cum bene agetis cum vero male iudex”. Sono il Padre e giudico il Male con il Bene e la Verità.
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| − | I termini della “giusta gerarchia” sono così stati ristabiliti.
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Versione delle 09:42, 4 mag 2010
Memorie Storiche su Varese
Antiquario della Diocesi
Il libro Antiquario della Diocesi di Milano (1828) così riporta sull'attuale frazione di Bizzozzero:
BIZZOZZERO, sul pendio d'amena valle, è la sede antica della nobile famiglia Bizzozzera, descritta nella matricola degli Ordinar]. La chiesa parrocchiale è dedicata a s. Evasio. Nel 1528 questa terra fu staccata dalla giurisdizione di Varese, ed infeudata alla casa Visconti Borromea. Eravi un antico uso di collocare il SS. Sacramento, in occasione dello ore, fra le mani della statua del santo titolate, posta sull'altare, che fu tolto dal vicario plebano di Varese.
sull'attuale frazione di Velate riporta:
Alle falde del monte giace VELATE, noto nelle storie per la nobilissima famiglia Bianchi che vi dominò, e che tiene tuttora, per insegna gentilizia, un velo spiegato. Da questa famiglia sortì Guido nostro arcivescovo nel 1046, e la sua sorella Oliva, governatrice d'Arona. Vicino a Velate si vede una screpolato torrione, avanzo di molti altri, i quali tutti pretendesi da alcuni d'essere stato l'asilo degli Arriani nel secolo IV. Nella piccola villa di s. Ambrogio vogliono alcuni che dimorasse il santo vescovo nella sua andata al sacro monte. Certamente vi fu sempre particolarmente venerato il santo pastore, e due secoli fa si vedevano gli avanzi di un'antichissima chiesa a lui dedicata, come lo è presentemente la parrocchiale.
mentre Masnago viene così descritta:
MASNAGO sta sulla strada maestra che di Varese conduce al Verbano. Egli è paese assai ameno e ragguardevole per le famiglie nobili che vi abitano e pei palazzi che vi sono eretti. Si vede l'oratorio dell'Immacolata, e sulla facciata esteriore questa iscrizione:
TEMPLVM . ANTIQVISSIMVM
INSANA . GENTILITAS . IOVI
ET . AMBROSIVS . MELIORI . CVLTV
SS. IPPOLITO . ET . CASSIAMO . MM.
DICARVNT.
Trovossi a Masnago da non molti anni della buona argilla, e degli antichi vasi di essa fatti con bel disegno.
Itinerario d'Italia
Nel libro Itinerario d'Italia (1815) Giuseppe Vallardi così descrive il comune:
Varese distante 32 miglia da Milano ha delle fabbriche
moderne e specialmente un Palazzo sopra un'eminenza con deliziosi giardini e fontane, ed un piccolo Teatro. Alla distanza di due miglia evvi il venerato Santuario, chiamato la Madonna del Monte, situato sopra la cima di un monte, da cui si vede Milano, il Lago-maggiore, Novara, Vercelli con un buon cannocchiale acromatico.
L'ordine poi con cui sono ordinate le cappellette de' Misteri del S. Rosario lungo la salita, forma il più bel colpo d'occhio sì da vicino che da lontano.