GUIDA Gravere/Storia
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| − | :Lungo la Strada Statale 24 del Monginevro a fine del 1900 è stato ricostruito un pilone(demolito agli inizi del 1700) che contrassegnava l’antico confine tra il Piemonte dei Savoia ed il Delfinato (vigente nel periodo dal XVI secolo fino al Trattato di Utrecht avvenuto nel 1713).Con la conquista dell’Alta Valle di Susa da parte di Vittorio Amedeo II,l’intero territorio della Valle venne annesso al Piemonte ed oggi il manufatto,con le sue iscrizioni (in italiano, piemontese, francese e occitano),vuole essere punto d’incontro tra le diverse comunità che si muovono lungo la valle. | + | :Lungo la Strada Statale 24 del Monginevro a fine del 1900 è stato ricostruito un pilone(nel luogo preciso in cui sorgeva l'originale del 1607 e demolito agli inizi del 1700) che contrassegnava l’antico confine tra il Piemonte dei Savoia ed il Delfinato (vigente nel periodo dal XVI secolo fino al Trattato di Utrecht avvenuto nel 1713).Con la conquista dell’Alta Valle di Susa da parte di Vittorio Amedeo II,l’intero territorio della Valle venne annesso al Piemonte ed oggi il manufatto,con le sue iscrizioni (in italiano, piemontese, francese e occitano),vuole essere punto d’incontro tra le diverse comunità che si muovono lungo la valle. |
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Versione delle 17:16, 26 nov 2012
Storia di Gravere
Tracce archivistiche di centri rurali localizzati in corrispondenza dell'attuale comune risalgono al mille, mentre documentazioni che citano l'attuale toponimo sono solo del 1500.
Gravere diviene, pian piano, sempre più strategica per la posizione di vicinanza col confine con il Delfinato e con la Francia. Nel 1300 il conte Amedeo V fa costruire la bastita de Paladruco. Del 1592 è, invece, il forte di San Francesco.
La località guadagna l'autonomia; prima religiosa, con la costruzione di un'autonoma parrocchia, dedicata alla Natività della Vergine (1598), poi amministrativa, elevando Gravere a comune e scorporandolo da Susa (1662).
Nel 1690 qui i Piemontesi si scontrano con i francesi, guidati dal maresciallo di Catinat, che cercavano di penetrare fino a Torino.
Pilone di Confine
- Lungo la Strada Statale 24 del Monginevro a fine del 1900 è stato ricostruito un pilone(nel luogo preciso in cui sorgeva l'originale del 1607 e demolito agli inizi del 1700) che contrassegnava l’antico confine tra il Piemonte dei Savoia ed il Delfinato (vigente nel periodo dal XVI secolo fino al Trattato di Utrecht avvenuto nel 1713).Con la conquista dell’Alta Valle di Susa da parte di Vittorio Amedeo II,l’intero territorio della Valle venne annesso al Piemonte ed oggi il manufatto,con le sue iscrizioni (in italiano, piemontese, francese e occitano),vuole essere punto d’incontro tra le diverse comunità che si muovono lungo la valle.
Ponte ferroviario dell’Arnodera
- Realizzato sul Torrente Merderello ed opera strutturale della linea ferroviaria Torino – Bardonecchia - Modane (Francia),nel corso della Resistenza (dopo l’8 settembre 1943) rappresentava per il Comando Germanico la via più breve,comoda e sicura tra l’Italia e la Francia.I partigiani,per causare maggiori problemi al nemico, scelsero il viadotto ferroviario (costruito su un profondo torrente ed all’uscita da una galleria poco a monte di Meana di Susa ) ed all’una del 29 dicembre 1943, fecero brillare le mine ,dopo aver lasciato passare l’ultimo treno proveniente dalla Francia.Il ponte venne distrutto per 62 metri;il Comando Tedesco di Torino definì il colpo "opera d’arte" e l’eccezionale importanza dell'azione fu riconosciuta dagli Alleati.






