GUIDA Roana/Cippi alla Brigata Forlì
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“<em>…dieci giorni e dieci notti di eroismo e di sacrificio avevano vissuto quelle valorose truppe, in un continuo inferno di fuoco e di sangue, in una continua tragedia di lotta e morte, con privazioni di rancio, colle labbra spesso riarse dalla sete e dalla febbre, prive di sonno e di riposo; nessuno, nessuno ebbe il pensiero alla fuga, alla diserzione, all’esonero….</em> | “<em>…dieci giorni e dieci notti di eroismo e di sacrificio avevano vissuto quelle valorose truppe, in un continuo inferno di fuoco e di sangue, in una continua tragedia di lotta e morte, con privazioni di rancio, colle labbra spesso riarse dalla sete e dalla febbre, prive di sonno e di riposo; nessuno, nessuno ebbe il pensiero alla fuga, alla diserzione, all’esonero….</em> | ||
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| + | File:Roana - Indicazioni per i cippi Nr 2.jpg | ||
| + | File:Roana - Indicazione per i cippi NR. 1.jpg | ||
| + | File:Roana - Cesuna bombardata.jpg | ||
| + | File:Roana - Pendici Monte Lemerle - Soldati Italiani.jpg | ||
| + | File:Roana - Trincee e ricoveri sul Lemerle.jpg | ||
| + | File:Roana - Sistemazione di un cannone.jpg | ||
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Versione delle 19:35, 10 gen 2015
MONTE LEMERLE
Quella che oggi è un’altura completamente coperta dal bosco nelle fasi cruciali dell’offensiva austriaca Maggio-Giugno 1916 (conosciuta come Strafexpedition) era un caposaldo di cerniera tra l’estremità occidentale del fronte di combattimento e la parte centro orientale della difesa italiana, incentrata sui capisaldi del Kaberlaba e Monte Toerle.
A partire dal 6 fino al 18 Giugno 1916, con diverse riprese il Lemerle venne attaccato dalla 34° Divisione austro-ungarica e battuto da tre brigate di artiglieria da campagna e dal raggruppamento pesante Janecka.
Le forze italiane sorrette da poca artiglieria e prive di adeguati trinceramenti riuscirono tuttavia a resistere e dopo aver perso la cima in seguito ad un’attacco del 24° Rgt. Fanteria k.u.k Czernowitz, la riconquistarono con un contrattacco di due battaglioni di bersaglieri.
Gli sforzi austro-ungarici per rompere il centro dello schieramento difensivo italiano sono risultati vani.
Sulla cresta del Lemerle combatterono eroicamente i fanti delle Brigata “Forli” (43° e 44° Regt), per questi atti di eroismo venne conferita al Brigata la Medaglia d’Argento al V.M. il loro comandante Gen. G. Franchi ricorda così quelle giornate:
“…dieci giorni e dieci notti di eroismo e di sacrificio avevano vissuto quelle valorose truppe, in un continuo inferno di fuoco e di sangue, in una continua tragedia di lotta e morte, con privazioni di rancio, colle labbra spesso riarse dalla sete e dalla febbre, prive di sonno e di riposo; nessuno, nessuno ebbe il pensiero alla fuga, alla diserzione, all’esonero….






