GUIDA  Afragola/Castello

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Costruzione congegnata nel '''XVIII''' secolo e riedificata, successivamente, in stile ottocentesco.
 
Costruzione congegnata nel '''XVIII''' secolo e riedificata, successivamente, in stile ottocentesco.
Risale al 1337 quando i Durazzo divennere proprietari di Afragola. Inizialemte doveva essere una fortezza, isolato com'era, con torrioni agli angoli, baluardi e bastioni.
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Risale al '''1337''' quando i Durazzo divennero proprietari di Afragola. Inizialmente doveva essere una '''fortezza''', isolato com'era, con torrioni agli angoli, baluardi, bastioni, merli e un fossato che rendeva il catello impenetrabile quando il ponte levatoio era alzato.
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Tuttavia non mantenne questo carattere di roccaforte, anzi veniva utilizzato come '''residenza personale''' e si pensa fosse una delle dimore preferite dalla '''regina Giovanna''' che la utilizzava per le sue parate di caccia. Si narra che una volta tra i boschi di Afragola, a fianco della regina ci fosse anche il poeta '''Boccaccio'''.
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A fine '''Settecento''' fu dato in affitto dai Caracciolo a don ''Nicola Jenco'' che ne fece un''''orfanotrofio femminile'''. All'inizio dell'Ottocento fu di nuovo ampliato e modificato assumendo definitivamente la forma odierna. Ad oggi è gestito dal comune di Afragola.

Versione delle 14:33, 17 nov 2008

Costruzione congegnata nel XVIII secolo e riedificata, successivamente, in stile ottocentesco. Risale al 1337 quando i Durazzo divennero proprietari di Afragola. Inizialmente doveva essere una fortezza, isolato com'era, con torrioni agli angoli, baluardi, bastioni, merli e un fossato che rendeva il catello impenetrabile quando il ponte levatoio era alzato.

Tuttavia non mantenne questo carattere di roccaforte, anzi veniva utilizzato come residenza personale e si pensa fosse una delle dimore preferite dalla regina Giovanna che la utilizzava per le sue parate di caccia. Si narra che una volta tra i boschi di Afragola, a fianco della regina ci fosse anche il poeta Boccaccio.

A fine Settecento fu dato in affitto dai Caracciolo a don Nicola Jenco che ne fece un'orfanotrofio femminile. All'inizio dell'Ottocento fu di nuovo ampliato e modificato assumendo definitivamente la forma odierna. Ad oggi è gestito dal comune di Afragola.