GUIDA  Napoli/Centro Direzionale

Da Wiki.

Storia

Panorama del Centro Direzionale di Napoli

Negli anni Sessanta del Novecento l'amministrazione cittadina decretò il decentramento delle funzioni pubbliche e il concentramento nella zona del quartiere di Poggioreale e Vicaria.

L'obiettivo era duplice: in primo luogo valorizzare la periferia est della città ed "alleggerire" il centro cittadino, decongestionandolo dal traffico quotidiano

La zona ove oggi sorge il centro direzionale era un'area industriale dismessa che fu bonificata e resa usufruibile per la costruzione di grattacieli.

Numerosi furono i progetti presentati per la sua realizzazione, che prevedeva una separazione tra la circolazione automobilistica, sotterranea e quella pedonale a livello stradale.

Il progetto che fu approvato fu quello dell'architetto giapponese Kenzo Tange nel 1984, che aveva stimato su una superficie di 110 ettari, 52 per parco e strade pedonali, il 30% delle costruzioni riservate a scopo abitativo ed il resto ad uffici.

Nel progetto fu prevista anche la realizzazione di bretelle stradali di congiunzione della zona con il centro, con la periferia cittadina e con la provincia, con il relativo ampliamento dei mezzi pubblici su strada e su rotaie.

Alla realizzazione del progetto collaborarono famosi architetti, tra cui ricordiamo: Renzo Piano che disegnò l'edificio dell'Olivetti; Giulio De Luca, Renato Avolio De Martino e Massimo Pica Ciamarra hanno la paternità delle due torri ENEL; Nicola Pagliara quelle del Banco di Napoli ed il palazzo dell'Edilres.

Curiosità
la torre Telecom, alta 129 metri ha superato il primato della Torre Pirelli di Milano configurandosi come l'edificio abitabile più alto d'Italia.

Descrizione