GUIDA Schio/Duomo di San Pietro
Storia
Sul colle del Gorzone, dove ora sorge il Duomo di San Pietro, nel Medioevo non vi era altro che una piccola cappella.
Divenne parrocchia tra il 1100 ed il 1200, quando fu inviato a servir messa un parroco su ordine della pieve di Pievebelvicino,a cui facevano riferimento a quel tempo tutte le chiese della Val Leogra.
Nel 1740 fu costruita la navata maggiore ad opera di Giovanni Miazzi.
Dall'Ottocento in poi, al benessere e allo sviluppo di cui fu investita Schio grazie all'opera imprenditoriale di Alessandro Rossi, si accompagnò di riflesso l'espansione strutturale del Duomo.
Già tra il 1805 e il 1820 Carlo Barrera, su progetto di Antonio Diedo, realizzò i due piccoli campanili laterali ed il grandioso pronao corinzio con frontone triangolare. Le statue del pronao sono opera di Valentino Saitz.
Nel 1837 Tommaso Meduna progettò le due rampe di scale laterali, che permisero un migliore accesso dalla piazza sottostante, prendendo il posto dell'unica vecchia scalinata, troppo ripida data la pendenza.
L'ultima grande ristrutturazione ebbe luogo tra il 1877 e il 1879: furono aggiunte le navate laterali, edificata la canonica ed impreziosite le rampe di scale con dei giardinetti pensili. A capo di questi lavori fu posto Antonio Caregaro Negrin.
Interno
Arredano egregiamente la chiesa due pregevoli organi di ottima fattura, con due portelle decorate da Gualtiero Padovano raffiguranti il Martirio dei SS. Pietro e Paolo.
La pala sull'altare maggiore è stata dipinta da Valentino Puppin e raffigura il Patrocinio dei Santi Giuseppe e Teresa. Lo stesso Puppin, insieme a Tito Chini, è autore degli affreschi interni. Sul secondo altare si trova invece la pala di San Carlo, opera di Giovanni Busato.
Nella sacrestia si trovano invece un dipinto di Palma il Vecchio del 1520, Madonna tra Santa Caterina ed il Battista.
Nella canonica, unita al Duomo, sono custoditi altri dipinti. Inoltre hanno sede l’archivio e la biblioteca del Duomo.






