Discussione:Noto/Porta Reale
Note
Noto - Porta Reale - Spunti di discussione sulle notizie turistiche e le verità storiche.
Simbologia araldica Porta Reale a Noto
TORRE: simbolo di nobiltà antica (a sinistra)
LEVRIERE: in quanto cane usato per la caccia alla lepre, simboleggia la caccia e l'animo costante nel seguire un'impresa (a destra)
CICOGNA: dato che si prende cura dei genitori è simbolo di pietà, riconoscenza e amore filiale (al centro)
Nelle guide turistiche si trova la seguente spiegazione:
TORRE: simbolo di fortezza
LEVRIERE: simbolo di fedeltà
PELLICANO: simbolo di abnegazione (sacrificio)
La Porta Reale o Ferdinandea è stata edificata nel 1838 in occasione della visita di Ferdinando II a Noto (dopo i moti antiborbonici di Siracusa del 1837). Nel 1817 i Borbone avevano costituito, dai primitivi 3 valli (province), 7 province minori spostando il capoluogo da Noto a Siracusa. A seguito dei citati moti, il capoluogo di provincia ripassò a Noto dopo 20 anni che era stato assegnato a Siracusa. Questo fatto, dà valore alla prima versione (cicogna, per ringraziare il monarca e levriero, per simboleggiare la tenacia dei Netini nel ricercare l'assegnazione del capoluogo di provincia e la costituzione della Diocesi di Noto, avvenuta più tardi per intercessione del monarca). È privo di fondamento il significato attribuito al “pellicano” che starebbe a simboleggiare l'abnegazione, conseguente all'accettazione dello spostamento del capoluogo da Noto, come fosse stata l'accettazione di una determinazione pur dolorosa; il tutto era già avvenuto ed annullato.
Inoltre, il 24 novembre 1844 Noto vide concretizzarsi l'antico desiderio di avere costituita la Diocesi. In seguito ai tumulti che si verificarono a Siracusa durante l'epidemia di colera, infatti, Ferdinando II Borbone dopo aver trasferito la provincia a Noto, chiese alla Santa Sede di fondare la diocesi di Noto, approfittando anche del fatto che la sede vescovile di Siracusa era vacante per la morte di Monsignor Giuseppe Amorelli avvenuta il 13 dicembre del 1840. Alla nuova diocesi, oltre a Noto furono assegnati, sottraendoli a Siracusa, i comuni di Avola, Buccheri, Buscemi, Cassaro, Ferla, Giarratana, Modica, Pachino, Palazzolo Acreide, Pozzallo, Portopalo, Rosolini, Scicli e Spaccaforno (ora Ispica). Nel 1950, a seguito della costituzione della Diocesi di Ragusa, Noto cedette a quest'ultima la città di Giarratana e a Siracusa le città di Palazzolo Acreide, Buccheri, Buscemi, Cassaro e Ferla.
Note di Corrado Messina






