GUIDA Fasano/Epigrafe della vittoria dei Fasanesi sui Turchi
-Piazza Ciaia
|
Chiunque tu sia cittadino, viandante, straniero, ferma il passo! Guarda il mirabile e marziale evento, che se con freddo pennello tu vedi ora dipinto, considera che fu da caldo sangue di Turchi bagnato. Quattrocento musulmani, collegatisi in un intento, salpando da S. Maura e Lepanto in cinque barcacce da pirati, inaspettatamente approdarono in questi nostri lidi, vicino ai Fiumi, il giorno due del sesto mese, anno 1678. Cento di essi restarono a guardia delle barche, gli altri trecento discesero alla spiaggia, e tra il silenzio della notte, al chiarore della luna, penetrarono in Fasano, ove nuovo borgo era sfornito di muraglia, ed invasero il borgo non solo, e la piazza maggiore, ma pure la vecchia Terra. Dall'infrangersi delle porte, dagli ululi di quegli Africani, dal fragore delle armi, i cittadini, scossi dal sonno, e rianimatisi alla difesa, si batterono dai tetti delle case, dalle finestre, altri cogli schioppi ed altri con pietre. Fingendo i Turchi di fuggire, i cittadini li inseguirono nella sottoposta vallata, ove per un'intera ora, a corpo a corpo, incerti nell'esito, lottarono, finché caduti ventuno di quegl'infedeli morti per terra, e feriti molti altri, si abbandonarono a precipitosa fuga, riparandosi alle barche. Più che al proprio valore, i cittadini attribuirono la loro vittoria all'aiuto possente della Vergine SS. Immacolata e dei Titolari della Terra, S. Giovanni Battista e Santo Stefano. Balio di Santo Stefano era in quell'anno Fra Giovanni Battista Brancaccio, prima Generale delle artiglierie del regno; dipoi, allora, Generale Supremo dell'intero esercito. Suo luogotenente qui, nel Baliaggio, il Commendatore Fra Silvio Zurlo, di Crema, cavaliere valoroso e vigilante, che, prevedendo l'aggressione, addestrò i cittadini alle armi, e li diresse. Affinché il fatto glorioso si trasmettesse alla posteriorità, nel dicembre di quell'istesso anno, ne fu apposta la lapide" Epigrafe collocata dal popolo di Fasano, nel dicembre del 1678, in memoria della vittoria sui turchi del 2 giugno dello stesso anno, tradotta e riassunta da G. Sampietro in Fasano Indagini Storiche, 1922. A cura del COMITATO GIUGNO FASANESE giugno 2004 |






